Pistoia, 16 maggio 2018 - Le strade di Pistoia e di Vincenzo Esposito si dividono.  “El Diablo” il prossimo anno non siederà sulla panchina biancorossa.  Manca solo l'ufficialità, che arriverà a breve, ma Vincenzo Esposito il prossimo anno non sarà l'allenatore di Pistoia. “Ci sono pochissime possibilità che possa rimanere – dice Esposito – A Pistoia ho ricevuto tantissimo e spero di aver dato tanto. Si è chiuso un ciclo e a un certo punto si valutano altre alternative che nel mio caso riguardano solo un discorso tecnico e non di mancanza di feeling con la città. A un certo punto bisogna capire quando una cosa è chiusa e saper guardare avanti con serenità. Dove andrò? Ci sono quattro opzioni tra Italia e l'estero e nel giro di pochi giorni saprete la mia destinazione anche perchè devo valutare ciò che è meglio per la mia famiglia”.

Parole che lasciano poco spazio alla speranza di un ripensamento. Questa volta il colpo di teatro, la magia non ci sarà: Esposito ha deciso. Il ciclo si chiude con il raggiungimento dell'obiettivo prefissato che mai come quest'anno è apparso difficile. “Ciò che è stato fa parte del passato – afferma Esposito – quello che conta è che ci siamo salvati. Abbiamo avuto tantissimi problemi e esserne venuti fuori non può che servire ad aver rafforzato la mente e lo spirito dei giocatori facendoli capire che tutto si può risolvere”. Esposito anche nel momento più buio della stagione non ha mai avuto dubbi sul fatto di poter riuscire a centrare la salvezza. “Nel periodo di maggiore difficoltà dissi che se c'era una persona in grado di poter tirare fuori la squadra dalle paludi quella ero io. Non era presunzione, ma solo la consapevolezza che questo gruppo poteva farcela, lo sapevo perchè c'ero passato da giocatore prima e da allenatore poi”.

In una stagione così travagliata parlare di rimpianti vuol dire mettersi a fare la lista della spesa perchè sono stati veramente tanti, ma forse ce n'è qualcuno che pesa un po' di più. “Il rimpianto più grande – racconta Esposito – è legato a Gordon. Quando dopo un paio di giorni che era arrivato a Pistoia mi disse che voleva smettere con il basket mi crollò il mondo addosso. Fu un mannaggia con la M maiuscola perchè avevamo speso l'ultimo visto. I ragazzi, però, sono stati eccezionali perchè si sono uniti e alla fine abbiamo portato a casa la pellaccia”. Non ci sono solo rimpianti, ma anche momenti belli. “Sentire l'affetto della gente, anche quest'anno al saluto finale vedere tante persone che sono qui senza neppure sapere chi ci sarà il prossimo anno, dimostra una grande passione. Poi le coreografie della curva che mi hanno riportato indietro a quando ero giocatore facendomi rivivere momenti unici. Queste sono cose che mi porterò sempre con me”.