Pistoia, 16 maggio 2018 - Quando si dice metterci la faccia.  Federico Bargagna, responsabile dell'area tecnica arancione ha voluto assumersi le proprie responsabilità e, cosa rara, chiedere scusa. Il dirigente arancione traccia un bilancio della stagione della Pistoiese partendo dalla fine. “Partirei dall'ultima partita a Carrara per ripercorre l'annata – dice Bargagna – Il primo punto è che dopo la bruttissima sconfitta contro la Carrarese il desiderio della società, staff e squadra e quello di scusarsi con i tifosi. Portiamo una maglia addosso che ha tanta storia e rappresenta una piazza importante. Siamo delusi per non essere riusciti a regalare una soddisfazione ai nostri tifosi che a Carrara erano veramente tanti. Vedere la curva colorata di arancione mi ha fatto venire i brividi”.

E questo è il primo gesto da apprezzare perchè le scuse si fanno quando si sbaglia o si commette qualcosa di grave. La Pistoiese non ha fatto niente di tutto questo. Ha perso, è vero, e anche in modo pesante, ma fa parte del calcio. Ci sono state squadre ben più blasonate che hanno subito passivi pesanti e in partite molto più importanti per cui tutto questo clamore appare esagerato. La Pistoiese è stata costruita all'ultimo tuffo allestendo una squadra per lottare per la salvezza. Un gruppo di giocatori giovani alla loro prima esperienza in serie C oppure alla loro prima volta da protagonisti. La salvezza non è mai stata messa in dubbio ed è arrivata in largo anticipo e la squadra a quel punto ha alzato l'asticella riuscendo alla fine a riportare a Pistoia i playoff che mancavano da 19 anni. Al primo turno ha incontrato la squadra più in forma del campionato in questo momento costruita appositamente per giocare i playoff da protagonista. La sconfitta, quindi, fa così tanto gridare allo scandalo?

“La sconfitta pur pesante – prosegue Bargagna – non deve cancellare quanto di buono fatto fino alle 20.29 di venerdì scorso. Il primo obiettivo è stato centrato senza problemi, abbiamo chiuso al decimo posto, valorizzato tanti giovani e questo ci consentirà di avere ancora di più le porte aperte con i club di serie A. Abbiamo 6-7 giocatori di proprietà, due giovani chiamati in Nazionale. La società ha rinunciato ad offerte importanti per trattenere i pezzi migliori e non è stato facile soprattutto per Ferrari. A parte la delusione di non essere riusciti a dare una gioia ai tifosi, non mi sento di rimproverare nulla alla squadra”.