Monica Guerritore in scena nello spettacolo 'Giovanna D'Arco'

Pistoia, 9 novembre 2018 - "L’incontro con Giovanna ha cambiato la mia vita". A parlare è Monica Guerritore, interprete, regista e autrice dello spettacolo 'Giovanna D’Arco' che andrà in scena al Teatro Manzoni di Pistoia da venerdì 9 a domenica 11 novembre  (feriali ore 21, festivi ore 16; info e prenotazioni 0573/991609-27112).

"Praticandola, pensando a lei, immaginandola giorno dopo giorno e notte dopo notte – racconta con passione la Guerritore – la potenza e la forza della sua vita interiore hanno risvegliato in me il coraggio di seguire la mia strada e di creare da sola uno spettacolo che nella forma ha preceduto, nel 2004, un nuovo modo di fare teatro".

Grazie a speciali proiezioni, a cura di Enrico Zaccheo, il corpo dell’attrice si trova, infatti, letteralmente immerso nelle immagini e avvolto in un tappeto sonoro che spazia dalle note dai Carmina Burana all’inno di Freddy Mercury «The show must go on» con straordinaria forza evocativa, coinvolgendo tutti i sensi. Il testo è un melange da opere di diversi autori, da Giordano Bruno a Maria Luisa Spaziani fino a Bertolt Brecht.

Chi è Giovanna D'Arco? 

Giovanna D’Arco è unione di anima, corpo e mente. E’ la rivoluzione contro chi separava e ancora separa l’anima dal corpo fisico. Giovanna è Dio è in me, è il coraggio di cambiare il mondo seguendo la propria voce interiore.

Come racconta la sua Giovanna al pubblico di oggi?

Giovanna D’Arco si trasforma e si adatta attraverso lo sguardo di chi assiste allo spettacolo. Il pubblico di dieci anni fa ne beveva la forte dose di spiritualità, il monito coraggioso all’ascolto della propria vocazione. Oggi ne percepisce più chiaramente la chiamata alle armi. E questo è il senso fortemente politico della mia scelta di riportare Giovanna nei teatri. Scrive Dorfman che il coraggio comincia quando una voce si fa sentire e Giovanna D’Arco in teatro tutte le sere è quella voce, è ribellione contro il potere cieco e ottuso che deprime la dignità, l’umanità, la bellezza degli esseri umani.

A distanza di dieci anni, ha sentito l'esigenza di cambiare qualcosa della precedente? 

Non ho mai messo in scena lavori finiti. Forse per rispetto, per timore, la mia intuizione, vivida e precisa da subito, ha avuto bisogno di praticare dal di dentro il lavoro per poterlo poi nel tempo modificare, sformandolo fino a renderlo simile se non uguale alla mia intuizione originaria.

Il pubblico pistoiese l'ha votata migliore attrice della scorsa stagione per lo spettacolo 'Mariti e mogli» di Woody Allen, che idea se ne è fatta?

Quello pistoiese è un pubblico preparato e colto che ha confidenza col teatro. Lo sento amico. Il suo direttore artistico, Saverio Barsanti, è una persona sensibile, attenta e complice di noi artisti. Il premio mi ha fatto doppiamente piacere perché arriva per uno spettacolo completamente diverso dai miei precedenti.

Gaia Angeli