Viabilità e sovraffollamento: "Per ridurre gli incidenti bisogna fare prevenzione"

Il direttore di Aci Pistoia, Giorgio Bartolini, accende i riflettori sull’importanza di parlare del problema soprattutto tra i giovani e nelle scuole. Attenzione anche all’età dei mezzi.

Due problematiche, gli incidenti e il traffico, che si intrecciano e diventano l’uno consequenziale dell’altro. Fra i numeri che emergono dall’indagine Aci-Istat sui dati 2022 del tasso di incidenti in tutta Italia e, di conseguenza, anche da noi emergono questi due fattori determinanti. Il primo è che i sinistri tornano a salire, come normale che sia, dopo gli anni di stop assoluto, o limitazioni, dovute al Covid-19. Il secondo è che con una popolazione potenzialmente con la patente in tasca che si aggira sulle 60-65mila persone nel capoluogo, avere poco meno di 60mila auto sulle strade (e complessivamente 78.097 mezzi) fa capire perché il traffico cittadino sia sempre più ingolfato. "Usciamo adesso coi dati 2022 perché la lavorazione è comunque lunga e fa capire che siamo in ascesa rispetto a 2020 e 2021 – afferma il direttore di Aci Pistoia, Giorgio Bartolini – aggregando alcune delle macro-aree che vengono analizzate si nota come questi sinistri sono figli di comportamenti forzati, come per esempio l’uso del cellulare, o comunque distrazioni varie, dalla sigaretta da accendere al bere o mangiare mentre si guida". Di fronte a questa panoramica, per Aci Pistoia (e in generale per tutto l’Automobile Club), la strada da percorrere è sempre e soltanto una sola: quella della prevenzione. "C’è solo da insistere sulla formazione e l’istruzione per veicolare messaggi positivi in modo da favorire i comportamenti virtuosi – prosegue Bartolini – è fondamentale partire fin da piccoli con questo tipo di attività in modo da lasciare il seme buono da riportare poi nella vita di tutti i giorni. Ecco perché partiamo già dalla scuola dell’infanzia e primaria perché comunque i bambini riescono ad apprendere e, come cito sempre, poi ci sono quelli che rimproverano il papà perché, quando è in viaggio, non si lega la cintura di sicurezza. È per questo che dico che la scelta della repressione a suon di autovelox risulta essere sbagliata visto che i cittadini percepiscono quel sistema come un modo per fare cassa per i comuni e non per educare: questo, ovviamente, vale per tutta Italia, non mi riferisco esclusivamente a Pistoia".

Alla base di possibili incidenti più o meno gravi, però, ci sono sia la qualità delle strade che l’età media molto alta delle auto che circolano sulle nostre strade. "L’impegno deve essere quello di modernizzare il più possibile il parco circolante – conclude Giorgio Bartolini – e questo non significa avere soltanto auto Euro6 con tutte le tecnologie elettriche che, però, magari costano anche 40mila euro. Già avere molte più Euro4 o Euro5 per strada ci farebbe fare un bel passo in avanti e togliere di circolazione auto che hanno anche 20 anni di vita. Allo stesso tempo, però, ci vorrebbero infrastrutture adeguate: serve una pianificazione territoriale dei servizi pubblici in modo che anche chi vive a Le Piastre ha modo di venire a Pistoia con il pullman con orari e passaggi adeguati. Solo così facendo si toglierebbero altri mezzi dalle strade, abbassando le emissioni, diminuendo l’inquinamento e rendere più fluido il traffico in città e nelle periferie".

Saverio Melegari