Pistoia, 5 settembre 2018 - L’unica legge è quella in vigore, e la legge dice che chi non si è messo in regola (durante l’anno scolastico che si è chiuso a giugno) non può entrare nei nidi, alle materne e nei servizi per l’infanzia. Così stanno le cose, e per i dirigenti dei servizi educativi del Comune di Pistoia non ci sono altre strade: regole chiare anche per i presidi che, almeno da questo punto di vista, saranno sollevati dall’angoscia di attendere una normativa nuova. Il tema è quello dei vaccini. Materia di scontro politico, oltre che della comunità scientifica. D’altronde la direzione presa dalla Regione in queste settimane è chiara: si resta alla legge vigente, quella che ha disposto l’obbligo dei vaccini (dieci in tutto) per nidi e materne. Il decreto Milleproroghe votato ad agosto al Senato, che prevede di far slittare la sanzione (cioè l’esclusione dei piccoli non in regola) all’anno 2019-2020, non è ancora passato alla Camera e dunque non è legge.

L’autocertificazione? Un passaggio fondamentale, ma che ha fatto il suo tempo. Le famiglie che l’hanno presentata un anno fa oggi dovrebbero tutte essersi messe in regola. Il tempo a disposizione c’è stato e anche le possibilità: non dimentichiamo l’accordo siglato a gennaio tra pediatri di famiglia e Asl, che ha impegnato i medici di base in una campagna vaccinale a tappeto. Questo non vuol dire che non esistono deroghe o sospensioni: i bambini, in particolari e specifiche condizioni sanitarie, hanno già ottenuto la sospensione dall’obbligo. Per tutti gli altri, però, non varranno altri documenti sostitutivi di quel libretto vaccinale che oggi esiste se non sulla carta in una banca dati digitalizzata unica e accessibile su tutto il territorio regionale.

Ma quanti sono, dunque, i possibili esclusi a Pistoia? Per ora non c’è un numero definitivo. Quello che si sa è che sono in corso verifiche (da parte dell’Asl e dei Servizi educativi del comune) su una ventina di casi. Venti famiglie le cui posizioni non sono ancora definite, per diverse ragioni. In molti casi si tratta di bambini vaccinati fuori regione, magari stranieri, dunque il ritardo è dovuto esclusivamente ai tempi di trasmissione e acquisizione dei documenti sanitari.

Una cosa è certa: una volta ultimato il percorso dei vaccini obbligatori, i bambini potranno immediatamente entrare a scuola, senza dover attendere un tempo ulteriore. Dunque il bimbo che per ipotesi non sia ammesso ora, potrà essere riammesso in ogni momento nella scuola presso la quale la famiglia aveva presentato domanda di ammissione, una volta che sia in regola. Ma qual è il lavoro che in questi giorni impegna i dirigenti? Alcuni di loro, davanti ai casi di irregolarità conclamata, avranno dovuto prendere contatti con le famiglie dei piccoli. Un passaggio, quello della informazione, che non verrà trascurato neanche in questo anno scolastico e su cui la stessa Regione ha impegnato risorse. Mancano pochi giorni all’inizio delle lezioni, ma il lavoro per i dirigenti è iniziato da tempo e, vista la delicatezza della materia, è chiaro che non si concluderà con il suono della campanella.

Martina Vacca