Medici
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Pistoia, 5 ottobre 2019 - Grande partecipazione all’assemblea pubblica di giovedì indetta dall’Amministrazione per fare luce sulla questione ‘tumori rari’ a Casalguidi. La sala Francini della Misericordia era gremita di cittadini ansiosi di poter sapere di più sulla singolare vicenda sanitaria che ha colpito una piccola area della piana pistoiese, in particolare di Casalguidi, in cui sono stati segnalati sette o nove possibili tumori rari.

A illuminare i presenti sono stati il dottor Francesco Cipriani, direttore dell’Unità epidemiologica dell’Asl Toscana Centro, la dottoressa Paola Picciolli dell’ufficio igiene pubblica Asl Toscana, la dottoressa Alberta Marino Merlo, la dottoressa Miriam Levi, responsabile scientifico dell’indagine epidemiologica e il direttore generale dell’Arpat Andrea Poggi.

È stato il dottor Cipriani, alla guida dell’indagine epidemiologica, a spiegare dal punto di vista scientifico di cosa si tratta il sarcoma, il tumore raro che può colpire le ossa oppure i tessuti molli come muscoli, cartilagini e tendini che ha afflitto sette o nove pazienti – le indagini per accertare gli ultimi due casi sono ancora in corso – nell’arco di soli cinque anni, dal 2014 al 2018, residenti nell’area di Casalguidi.

«Quando i medici di base hanno iniziato a segnalare tutti questi casi di sospetto sarcoma in un’area così ristretta ci siamo resi conto di dover approfondire l’indagine – ha affermato il dottor Cipriani – un tipo di tumore molto difficile da classificare che, su una popolazione di circa 6300 abitanti, si è manifestato tre/quattro volte di più rispetto all’atteso». In parole povere un tumore come il sarcoma dovrebbe comparire in una popolazione ristretta come quella di Casalguidi solo in un paziente ogni due/tre anni, invece, nel periodo che va dal 2014 al 2018, ne sono scoppiati sette accertati e due in via di verifica.

E si è manifestato in famiglie che abitano a distanza ravvicinata tra loro. In medicina questo picco di incidenza di tumori si chiama cluster. Su questo cluster l’Asl indagherà scrupolosamente. Ad essere stati colpiti dal tumore sono stati sia giovani che anziani. Il dottore ha rassicurato: «Non c’è un allarme vero e proprio, sono esclusi i fattori di inquinamento, la popolazione deve stare tranquilla. Il cluster è un fenomeno che si verifica spesso senza una causa facilmente individuabile. Vaglieremo tutti i fattori di rischio per poterli escludere fino a risalire alla possibile causa», ha concluso il medico.

La tensione tra i residenti presenti in sala è scoppiata a seguito della lunga introduzione del dottor Francesco Cipriani. I presenti in sala hanno però iniziato a spazientirsi fino a interrompere la presentazione della dottoressa Miriam Levi in cui illustrava le principali cause di mortalità e ricovero ospedaliero in Toscana.

«E a noi cosa importa?», «Vogliamo sapere quello che ci riguarda da vicino», oppure «Come fate a dire che qui non ci sono fattori di inquinamento ambientale? C’è la discarica del Cassero, che ha preso fuoco nel 2016 e ora questa strana incidenza di tumori rari», «Dovete dirci di chi è la colpa di quanto ci sta succedendo»

. Insomma non ci stanno i cittadini di Casalguidi a sentirsi dire che tutto va bene. Sono evidentemente preoccupati, chi in prima persona perché è stato colpito dal sarcoma e chi invece è in pensiero per i propri cari. Qualcuno ha pure preso la parola, interrompendo i relatori, per dire che le istituzioni presenti volevano evitare l’argomento dell’inquinamento da cloruro di vinile in alcune falde acquifere di Casalguidi. In realtà l’intervento dell’Arpat, con tanto di slide esplicative, sulla questione era solo stato messo in coda, a seguito di quello dei referenti Asl.

 


Samantha Ferri