Le carte della terza corsia
Le carte della terza corsia

Pistoia, 8 ottobre 2018 - Prosegue l’iter per la realizzazione della terza corsia autostradale e, malgrado il via libera definitivo, prosegue anche l’opposizione di chi resta contrario all’opera. Nei giorni scorsi la società Autostrade per l’Italia ha inviato al Comune di Pistoia la documentazione tecnica del progetto definitivo relativa agli espropri. L’elenco dei proprietari interessati, fra cui numerosi vivaisti, sarà affisso all’albo pretorio di palazzo di Giano fino alla fine del mese.

I progetti inviati da Autostrade saranno inoltre a disposizione per la consultazione al servizio infrastrutture progetti speciali e mobilità, in via XXVII Aprile 17, terzo piano, unità operativa espropri, il martedì, dalle 15 alle 17.30 e il giovedì, dalle 15 alle 17.30. Il consiglio è di visionare i progetti insieme a un tecnico di fiducia. Le eventuali osservazioni potranno poi essere inviate, entro il termine dei 30 giorni dalla pubblicazione degli elenchi degli espropri, all’unità espropri della società Autostrade. L’indirizzo dove inviare la raccomandata è: Autostrade per l’Italia spa, via Bergamini 50, 00159 Roma

Il cantiere dovrebbe essere aperto nel 2019 per concludersi nel 2023 ma, anche dopo la revisione del progetto con la «limatura» degli espropri e alcuni cambiamenti relativi ai collegamenti con la viabilità interna alle città, il programma incontra l’opposizione di alcuni gruppi. Il «Comitato contro la terza corsia A11» denuncia in particolare che lo studio sugli scenari di traffico è stato fatto da una società legata ad Autostrade.

«Quello studio – viene denunciato evocando il caso del ponte Morandi a Genova – si limita a considerare il tratto da Firenze a Prato Est e dice, in sostanza, che il traffico, anche su questo tratto, il più intasato, è previsto in diminuzione nei prossimi anni. Tuttavia il progetto, senza alcuna giustificazione, viene esteso fino a Pistoia, per poi proseguire fino a Lucca. E’ evidente – si prosegue – che lo scopo di Autostrade è soltanto quello di incassare più pedaggi, allungando il tratto di autostrada da ampliare, senza che sia previsto un aumento del traffico e aumentando i costi di realizzazione».