Lia Nanni, sorella maggiore di Roberto, fotografata nel 2014
Lia Nanni, sorella maggiore di Roberto, fotografata nel 2014

Pistoia, 20 agosto 2019 - Sono passati nove anni. Nove anni di silenzio, di mistero, di ricerca di una verità che appare sempre più lontana ma che Lia Nanni non si stanca di cercare. Suo fratello Roberto è come svanito nel nulla il 20 agosto 2010 nei sentieri dei boschi di Pian di Novello mentre cercava funghi. Quella mattina si alzò presto e salì in montagna come spesso faceva. Indossava abiti colorati e non prese con sè il cellulare, partì a bordo della sua auto, una Fiat Punto di colore grigio. Uno degli altri due fungaioli lo vide, per l'ultima volta, verso mezzogiorno, quando decisero di proseguire per sentieri separati.

Nanni, operaio in pensione di 62 anni (nel 2010), non riemerse più dalla boscaglia. Fu dato l’allarme e tutte le squadre batterono quei boschi per giorni e giorni, ma senza esito. Niente di lui fu ritrovato, nè il corpo, nè i vestiti, nè il paniere. La sorella Lia, 64 anni, anche lei operaia in pensione, ha lanciato appelli ripetuti, anche attraverso la trasmissione di Rai3 «Chi l’ha visto?».

Purtroppo, non sono mai arrivate segnalazioni utili. Le ricerche ripresero agli inizi della primavera del 2010, da parte di un gruppo di volontari. E anche allora non ci fu nessun esito. Un barlume di speranza si accese, almeno riguardo al possibile ritrovamento dei resti Nanni, quando fu rinvenuto un sacco di plastica contenente ossa umane, l’11 marzo del 2013, a Canfittori, nei boschi di Marliana. Ma gli inquirenti furono in grado, poco tempo dopo, grazie al Dna, di attribuirli a Giovanni Careri, il pensionato scomparso nel 2003 da Pieve a Nievole. Da quei resti gli investigatori capirono che era stato ucciso con unarma da fuoco. Lia era già pronta al confronto del Dna, ma la speranza si spense nel giro di pochi giorni. E da allora più niente. Soltanto una piccola luce, sempre più flebile, di speranza tenuta alta da Lia Nanni.