Il presidente di Agrabah, Alvaro Gaggioli, e la vice presidente Rossella Nausanti

Pistoia, 9 aprile 2018 - Dal 2002 ad oggi, di strada ne hanno fatta, sempre avendo come obiettivo quello di dare una risposta ai ragazzi e alle loro famiglie. Soprattutto perché loro erano quelle famiglie, e i quei ragazzi erano i loro figli, ognuno con un modo di essere ed esigenze diverse. Ed è stata proprio questa la forza di Agrabah, l’associazione di genitori di bimbi e ragazzi autistici, che oggi gestisce ben due centri: uno a Santomato, che ha già ottenuto la convenzione con l’Asl, e l’altro a Gello, che quel traguardo conta di raggiungerlo entro l’anno. «Ce lo ha assicurato lo stesso assessore, Stefania Saccardi, che una settimana fa, in occasione della inaugurazione della Sala Maxi Emergenze del 118, ci ha fatto visita», raccontano Alvaro Gaggioli e Rossella Nausanti, rispettivamente presidente e vice presidente di Agrabah.

Che cosa cambierà con la convenzione?

«Non si tratta tanto di un cambiamento economico, quanto di sicurezza. Si tratta di poter fare progetti a lungo termine, per esempio. Dei due centri, solo quello di Santomato ha già ottenuto la convenzione con l’Asl e il motivo è semplice: è un centro, diurno, per minori. Attualmente, abbiamo 25 ospiti, e poi 6 dipendenti, oltre al direttore sanitario, e la psicologa. Ma il problema delle famiglie è anche quello di poter dare servizi e risposte ai ragazzi autistici che abbiano superato i 18 anni, soprattutto perché, fuori dalla scuola dell’obbligo non esiste niente altro, non ci sono servizi né proposte per questi ragazzi, tanto meno per le loro famiglie. Per questo, nel 2012, è nata la Farm Community di Gello, resa possibile grazie all’investimento della Fondazione Caript. Lì abbiamo 26 ospiti, dal lunedì al venerdì, dalle 9 alle 17. Abbiamo 8 dipendenti a tempo determinato e quattro liberi professionisti».

Che cosa manca ancora da realizzare in termini di servizi e di leggi?

«La tappa più importante è mettere in pratica la legge ‘Dopo di noi’, che garantisce una assistenza alle persone con varie disabilità, avendo come obiettivo quello di preservare la loro indipendenza».

Sembra una contraddizione...

«Ma non lo è. In base alla legge, infatti, ai ragazzi, quando noi non ci saremo più, cioè quando viene a mancare il sostegno della loro famiglia, viene proposta una assistenza personalizzata, in base ai loro bisogni e alle loro volontà, per lo più in strutture piccole, con operatori che entrano su turni. Insomma, si evita che questi ragazzi finiscano in centri che non sono pensati per loro, per esempio insieme ad anziani o a persone con altre patologie».

Che cosa vorreste realizzare a Gello?

«Qualcosa abbiamo già fatto. Abbiamo 8 stanze, dove ora gestiamo servizi come i ‘week end respiro’ per le famiglie, accogliendo i ragazzi anche per una o due notti. Domani questi locali vorremmo che diventassero un centro residenziale a tempo pieno». Intanto, sabato pomeriggio si è svolto l’open day, e si è tenuto un convegno in tema di autismo e diritti, a cui ha partecipato Luca Gori, docente del Sant’Anna di Pisa. Si è parlato della legge sull’autismo, della riforma del terzo settore e del «Dopo di noi». «Vorremmo ringraziare la Fondazione Caript, che ci ha dato in comodato d’uso la struttura, i vigili del fuoco e gli alpini che hanno partecipato alla festa, gli amministratori, il dottor Mannelli, l’assessore Celesti e i senatori La Pietra e Masini».

M.V.