Una foto d’archivio dell’interno del pronto soccorso del San Jacopo (FotoCastellani)
Una foto d’archivio dell’interno del pronto soccorso del San Jacopo (FotoCastellani)

Pistoia, 14 maggio 2018 - Enrtri la mattina alle dieci e alle 16,30 il neurologo non ti ha fatto ancora visita. Accade, di domenica, al pronto soccorso dell’ospedale San Jacopo di Pistoia. E la gente si lamenta. Non tutti, però, perché le attese più lunghe riguardano i pazienti che hanno bisogno di essere visitati dagli specialisti. Diversamente va per chi, invece, ha una patologia più lieve e non ha bisogno di accertamenti.

«Mio fratello è un malato oncologico – racconta una signora – siamo arrivati questa mattina alle 10 e ora che sono le 16,30 è ancora in attesa. E’ stato immediatamente fatto entrare, gli hanno fatto alcuni esami, ma poi lo hanno lasciato sulla barella, senza mangiare, ad attendere il neurologo. Si tratta di una situazione al limite. Il problema è la mancanza, io temo, di medici di turno la domenica, anche se le attese mi sono capitate anche nei giorni feriali. E così, noi parenti siamo costretti a passarci giornate intere qui dentro».

Altro problema è l’uso improprio del pronto soccorso, come ci racconta un altro parente. «Mia madre è anziana, ha 96 anni, l’abbiamo portata qui intorno alle 14,30 ed è stata subito fatta entrare. Si è sentita male di mattina, di stomaco in maniera violenta. Per fortuna, non abbiamo atteso molto e sono stati tutti molto gentili. Ma dopo pranzo il pronto soccorso si è riempito anche di gente con patologie lievi, c’è chi è qui per un eritema e si lamenta di dover aspettare. Ci vorrebbe maggiore coscienza: il pronto soccorso deve essere utilizzato per le emergenze vere».

«Abbiamo portato nostra madre nel pomeriggio, perché era caduta e lamentava dolore al braccio – racconta un’altra coppia – E’ stata visitata, le hanno fatto la radiografia e l’hanno ingessata e credo che ce la caveremo nel giro di un paio di ore».

Capitolo a parte quello del parcheggio. «Quello all’ingresso del pronto soccorso è sempre pieno, specie nel week end – racconta una signora – e la cosa che più ci fa arrabbiare è che lo spazio è minimo in confronto di quello per i dipendenti che negli stessi giorni, il sabato e la domenica, è sempre vuoto. Potrebbero almeno aprirlo e metterlo a disposizione per i pazienti del pronto soccorso. L’altro è a pagamento e lontano dall’ingresso, e se lasciamo le auto fuori rischiamo di trovarci una multa».

M.V.