Prof in attesa
Prof in attesa

Pistoia, 3 settembre 2018 - L’nfornata dei nuovi docenti di ruolo, quella stabilizzazione attesa per anni, sarebbe stata buona se non ci fosse stato l’intoppo. E l’intoppo, per decine di insegnanti della Toscana ma anche di Pistoia, sono oggi i percorsi «Fit», l’iter abilitante che si sarebbe dovuto concludere già da alcuni giorni, al 31 di agosto, e che invece a tutt’oggi è in alto mare.

Un problema non da poco, come ci spiega la referente della scuola del sindacato Cisl, Catia Fagioli, che ha raccolto le preoccupazioni di decine di insegnanti della provincia pistoiese che sono in attesa. «Si tratta di professionisti, persone che sono nella scuola anche da un decennio (e in alcuni casi da ancora più anni). Gente che la gavetta l’ha fatta da una vita e che oggi, finalmente, avrebbe potuto prendere il famigerato ruolo, cioè il posto a tempo indeterminato, di fatto bloccato, per questioni burocratiche». L’intoppo, se così si può dire, è il percorso «Fit» (Formazione iniziale e tirocinio), che per i neo immessi in ruolo avrebbe previsto come ultimo step una prova orale per l’abilitazione didattica, introdotta dal passato governo e di fatto entrata in funzione quest’anno. Ma i debutti, si sa, non sempre vanno lisci.

«I problemi si sono verificati solo per alcune classi di concorso. si tratta degli insegnanti di lettere e di francese per le scuole medie e superiori e per la classe di concorso di tecnologie. Dall’Ufficio scolastico regionale non abbiamo avuto notizie, ma di fatto questi insegnanti che proprio quest’anno sarebbero dovuti entrare di ruolo, ora sono bloccati perché impossibilitati a concludere il percorso richiesto. Pensiamo che sia l’Ufficio scolastico regionale a dover conferire loro ‘un ruolo giuridico’, cioè un riconoscimento temporaneo per l’assunzione a tempo indeterminato».

Tante le testimonianze dei docenti che quest’anno sono entrati a tempo indeterminato, come la professoressa Marcella Ercolini, 51 anni, sposata e con una figlia, che insegna da quindici anni come precaria nelle scuole superiori della provincia, e che quest’anno sarà assunta come insegnante di sostegno all’istituto Tecnico Agrario di Pescia. «La mia abilitazione sarebbe su Scienze Motorie, ma ho dovuto prendere anche la specializzazione sul sostegno per poter avere più possibilità di lavoro, e sono stata premiata. I colleghi della mia classe di concorso sono stati bloccati di fatto: la regione Toscana è stata accorpata al Lazio, per questa classe, e le commissioni non si sono ancora insediate. Dopo aver girato tantissime scuole, sono contenta di avere la mia cattedra, ma ho dovuto crearmi più di una strada per arrivare a questo traguardo».