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1 mar 2021

Picchiano gruppo di ragazzi e filmano tutto con il cellulare, quattro denunciati

Agli aggressori è contestata anche l'aggravante razziale: "Ci hanno detto italiani di m..."

Polizia
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Pistoia, 1 marzo 2021 - La polizia ha denunciato quattro giovani, di cui uno minorenne, ritenuti responsabili dell’aggressione ai danni di cinque ragazzi avvenuta nel centro storico di Pistoia la sera di venerdì scorso. Alle 20.50 circa del 26 febbraio due volanti sono intervenute in via Buozzi dove era stata segnalata l’aggressione ai danni di alcuni giovani, compiuta da coetanei a loro sconosciuti. Secondo la ricostruzione della polizia 5 giovani, all’incrocio piazza San Francesco d’Assisi e via Buozzi, sarebbero stati avvicinati da quattro ragazzi con la scusa di chiedere una sigaretta.

Al loro rifiuto, i quattro avrebbero iniziato a minacciarli, anche con una bottiglia che uno di loro teneva in mano. Mentre i ragazzi cercavano di allontanarsi, i quattro aggressori li avrebbero inseguiti e colpiti con calci e pugni. Una delle vittime sarebbe stata rapinata di una banconota da 5 euro. Una delle cinque vittime, ha fatto ricorso a cure mediche per un labbro rotto giudicato guaribile in cinque giorni.

Durante l’aggressione, ripresa con il telefono cellulare da uno degli autori, sarebbero stata proferite anche frasi offensive rivolte alle vittime e, in particolare, uno degli aggressori avrebbe detto ai cinque ragazzi “Voi italiani non valete niente... italiani di m...adesso vi picchiamo, così imparate a dare noia agli stranieri”.

L’attività investigativa della squadra mobile ha consentito di identificare e denunciare all’autorità giudiziaria i responsabili dei fatti narrati, riconosciuti in sede di individuazione fotografica dalle vittime. Ai quattro, oltre alla rapina e alle lesioni personali in concorso, è stata contestata anche l’aggravante dell’odio razziale per le frasi proferite durante l’aggressione.

Il cellulare utilizzato per le riprese è stato sequestrato. Allo stato non risulta che il filmato sia stato divulgato in rete, anche se non si può escludere, visto il tempo trascorso tra le riprese e il sequestro del telefonino.

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