Il logo di "Pistoia è questa uì"
Il logo di "Pistoia è questa uì"

Pistoia, 14 maggio 2019 - Greta Thunberg, la giovane ambientalista svedese, stringe tra le mani un cartello. Recita così “Salviamo il pianeta. Tranne Prato”. L’attualità è un piatto ricco per il duo che dà corpo e anima a “Pistoia è questa uì”, pagina satirica che quotidianamente sforna su Facebook perle su vizi e virtù dell’essere pistoiese, insieme agli aneddoti della città, ai modi di dire e a tutto ciò che la caratterizza. E la storica rivalità Prato-Pistoia non può che essere spunto perfetto quando si ha voglia di fare ironia.

La fantasia a Lorenzo Boccardi e Massimo Marassini - entrambi 30enni, l’uno veterinario, l’altro cuoco - non manca di certo: tutto era partito cinque anni fa con la composizione di una canzone rap proprio dal titolo “Pistoia è questa uì”, una esilarante carrellata in musica che sapientemente raccontava gioie e dolori di una città la cui collocazione geografica fino a non molto tempo fa era sconosciuta ai più. Lo spunto, manco a dirlo, arrivò dalla vicina Prato quando l’artista Blebla parodiò la sua città in una canzone spassosissima che fece un boom di likes e condivisioni. Stessa sorte anche per “Pistoia è questa uì”, che in una sola serata sintonizzò sugli schermi quasi diecimila persone. “Fu inaspettato anche per noi”, commenta ancora incredulo Lorenzo.

Da allora il seme piantato è sbocciato in una pagina Facebook che porta lo stesso nome e che conta quasi ottomila iscritti. L’aggiornamento è pressoché quotidiano e dalla ‘gogna’ passano tutti, politici compresi. Come nella prima pagina ‘taroccata’ del quotidiano Repubblica dove a caratteri cubitali svetta una notizia: “Nuovi scavi per Pistoia sotterranea. Trovati reperti preistorici, tra cui anfore del neolitico e alcuni elettori della giunta Bertinelli”. Oppure ancora: “Quando l’assessore Fratoni rassicura sulla qualità delle acque e sullo sversamento di pesticidi e glifosati nel pistoiese e allora tu decidi di andare a pescare nell’Ombrone” e una vignetta affiancata illustra un pescatore che all’amo ha un pesce abnorme ed evidentemente inesistente in natura.

Geniali le locandine di celebri film riviste dai ragazzi - “Mamma ho perso i Còpitte” o “The wolf of Caript” -, o espressioni comuni che ci riportano al passato - “Quando il tu babbo pistoiese si metteva a paratti i rigori al Parco della Rana o ti diceva ‘Gnamo, s’arriva in bicicletta al Monterosa a piglià un gelato’’ o ancora ‘T’accompagno io stasera in centro, ma a mezzanotte al Lux!’ - o ancora le celebrazioni del mitico Vannino di Agliana, eletto idolo indiscusso della pagina. Non mancano poi suggerimenti indirizzati direttamente all’Accademia della Crusca: “Dopo esci il cane e siedi il bimbo, ecco le nostre proposte: vieni già desinato, governa le bestie, accatizza i ciottoli, ripulisci i salotti, rimbuzzati i ‘alzoni, serra l’uscio, spengi il lume”. “Per noi – chiude Lorenzo – non è altro che un sano divertimento. Ma è anche un modo per preservare la nostra storia e cultura locale, attraverso cose semplici. Nuovi tormentoni musicali in arrivo? Chissà, può anche darsi...”.