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7 mag 2022

"Non ci fu violenza sulla figlioletta"

Assolto in appello il padre che era stato condannato, in primo grado, a nove anni di reclusione

La Corte d’Appello di Firenze ha spazzato via la pesante condanna, a nove anni di carcere e 80mila euro di provvisionale, che era stata pronunciata nel novembre del 2018 dal tribunale di Pistoia nei confronti di un uomo che era stato accusato di aver abusato della figlioletta quando la bimba aveva fra i quattro e i cinque anni.

I giudici fiorentini (il collegio era presieduto da Paola Palasciano), dopo una camera di consiglio di tre ore, hanno assolto l’uomo, un cinquantenne pistoiese, con formula piena, perchè il fatto non sussiste.

Era difeso dagli avvocati Fausto Malucchi ed Elena Baldi del foro di Pistoia. Si era sempre dichiarato innocente. Una innocenza sempre fortemente sostenuta dai suoi legali che lo hanno assistito per tutto l’arco della vicenda processuale.

La sentenza di primo grado pronunciata dai giudici del collegio presieduto da Luca Gaspari (a latere Patrizia Martucci e Daniela Bizzarri) aveva, con la sentenza del 19 novembre del 2018, superato le richieste della pubblica accusa, sostenuta in aula dal pubblico ministero Claudio Curreli, che aveva diretto le indagini e che aveva chiesto otto anni di reclusione per violenza sessuale.

Una dolorosa vicenda maturata in un contesto di disagio familiare e collocata, temporalmente, intorno al 2009. La piccola era stata poi affidata agli zii materni e con loro si era confidata.

Gli abusi, secondo il racconto della bimba, sarebbero avvenuti durante gli incontri con il padre, quando la accompagnava nei bar dei locali in cui si fermavano e a casa della nonna. Gli zii riferirono i racconti della piccola agli assistenti sociali che informarono subito la Procura della Repubblica. Le indagini furono immediatamente avviate.

Furono disposte due consulenze per accertare la capacità della bambina di riferire. Fu ritenuta affidabile. Durante quei colloqui – come ci hanno spiegato i difensori – la posizione dell’uomo si aggravò, perchè furono riferiti abusi più gravi di quelli raccontati in un primo momento. Il tribunale di Pistoia credette a quella bimba e la condanna fu pesante.

Come avevano annunciato il giorno della sentenza di primo grado, gli avvocati Baldi e Malucchi presentarono ricorso in appello. La discussione è di ieri. La pubblica accusa ha presentato una requisitoria scritta in cui chiedeva la conferma della condanna di primo grado e così la parte civile, sempre rappresentata, in questo procedimento, dall’avvocato Gianna Mercatali del foro di Firenze.

La linea difensiva ha fatto leva su due aspetti ritenuti essenziali e che minavano, secondo gli avvocati Malucchi e Baldi, la credibilità della vittima: la "retrocessione" dei ricordi e il fatto che c’erano aspetti discordanti su alcuni episodi, riportati dalla bambina, e altre persone che negavano invece l’esistenza dei fatti.

"Siamo sempre stati convinti dell’innocenza del nostro assistito – ha commentato ieri l’avvocato Fausto Malucchi – che non ha mai rilasciato dichiarazioni in aula. In vicende come questa, siamo tutti condizionati dall’interesse che è in gioco e non è facile essere distaccati. La Corte si è distaccata accogliendo evidentemente, in attesa di leggere le motivazioni, la nostra linea difensiva. La lunga camera di consiglio, che ha richiesto tre ore, testimonia che sulla vicenda stata compiuta un’ampia analisi".

l.a.

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