Pistoia, 11 settembre 2018 - Alla fine, ad essere costretti ai doppi turni, sono stati i ragazzi del liceo classico Forteguerri, che all'inizio dell'anno scolastico si trovano con 5 aule, non si sa ancora se formalmente inagibili, ma di sicuro non utilizzabili. La notizia è emersa proprio ieri mattina a seguito di un sopralluogo della Provincia con i tecnici impegnati in operazioni di verifica statica dei vari plessi, grazie ai fondi che San Leone aveva ottenuto tempo fa, finalizzati al controllo sulla sicurezza antisismica degli edifici che ospitano le scuole. Il responso della verifica preliminare di ieri mattina sulle sedi del Forteguerri è che nelle 5 aule della sede di proprietà del Comune di Pistoia all'ex Copit

«Non si possono usare, stiamo facendo ancora le verifiche ma da quello che è emerso è bene che i ragazzi dentro non ci stiano», come ha fatto presente la Provincia stessa. Intanto soluzioni alternative a breve per ospitare questi studenti pare non ce ne siano. «Non abbiamo una soluzione a portata di mano – ha detto il presidente della Provincia Rinaldo Vanni – o la troviamo, magari anche insieme al Comune stesso che da molti anni ci aveva dato in uso quei locali, oppure da qui a lunedì non resta che l'alternativa di partire con i doppi turni». Quest'ultima tegola, sulle 5 aule in meno a disposizione del Forteguerri, è caduta in testa alla Provincia proprio nel giorno stesso in cui il presidente Vanni, per conto dell'assemblea dei sindaci ha inviato una richiesta formale al presidente del consiglio dei ministri affinchè vengano concessi i 4 milioni di euro necessari almeno per chiudere il bilancio e poter dunque ripartire fornendo i servizi richiesti dalla popolazione.

«Se si potesse chiudere il bilancio – spiega Vanni – anche con un disavanzo, potremmo comunque ripartire. Siamo in attesa di capire cosa sarà previsto dal governo nel Def.». Intanto nella lettera che la Provincia ha inviato al presidente del consiglio si legge «Anche alla luce degli ultimi tragici fatti di Genova, tutti i nodi vengono al pettine e diventa sempre più urgente intervenire per una situazione drammatica. Il 70% delle strade provinciali ricadono in aree collinari e montane e non vi sono risorse per la spalatura della neve. Non siamo in grado di effettuare manutenzioni sugli impianti di riscaldamento delle scuole. Sono ormai non più rinviabili interventi di rifacimenti di numerosi chilometri di asfaltatura, cosa che porterà a gravi disagi soprattutto in collina e montagna dove abbiamo già sofferto gravi ripercussioni per il mancato taglio dell'erba. Gli edifici scolastici hanno una necessità non più rinviabile di concrete manutenzioni straordinarie, in caso contrario si rischia la chiusura e quindi l'interruzione di pubblico servizio».