Pistoia, 14 aprile 2018 - In una chiesa di San Francesco strapiena la città ha salutato per l'ultima volta Giancarlo Niccolai, il presidente del centro studi Donati scomparso venerdì all’età di 87 anni dopo aver segnato nella sua lunga esistenza un pezzo di storia, politico e culturale, di Pistoia.

Una cerimonia, quella nella chiesa di San Francesco, in cui erano presenti tutte le più importanti autorità civili, militari e religiose del territorio tra cui il vescovo Fausto Tardelli. In prima fila oltre all’adorata moglie Carla, al figlio Alessandro, alla nuora Antonella e ai nipoti Agnese e Francesco sedeva il sindaco di Pistoia Alessandro Tomasi, l’assessore comunale Alessandra Frosini, il presidente della provincia Rinaldo Vanni e il consigliere regionale del Pd Massimo Baldi. Poco dietro tutti i rappresentanti locali e regionali del mondo dei sindacati. E ancora l’ex senatore del Pd, e grande amico di Niccolai, Vannino Chiti, gli ex sindaci di Pistoia Lido Scarpetti, Renzo Berti e Samuele Bertinelli. L’assessore regionale Federica Fratoni, la senatrice Caterina Bini, tutta la reggenza del Pd provinciale ma anche rappresentanti del centrodestra pistoiese. Rappresentato anche il mondo economico.

Le autorità al funerale

«Un uomo moderno che ha fatto tanto per la comunità – ha raccontato don Carmignani – Impossibile elencare tutte le cose che Giancarlo è riuscito a realizzare in questa vita. Forse il simbolo che più di tutti lo caratterizzava era la bicicletta. Il tratto di strada che ogni giorno percorreva dal centro Donati a casa in bici poteva durare anche ore. Si fermava a dialogare con tutti, e non aspettava che lo cercassi tu, era lui a farlo». E poi spazio al ricordo della sua vita. Da quando sindacalista della Cisl lottò nel 1968 per i diritti dei metalmeccanici della Breda, all’attentato terroristico per mano di Prima linea che, nel 1977, gli costò la frattura di entrambi i femori. Ma soprattutto le tante edizioni della giornata internazionale della pace ispirata al sindaco Giorgio La Pira.

Un’eredità che i collaboratori del Centro Donati, dall’altare, hanno promesso di continuare a coltivare. Proprio il vescovo ha sottolineato davanti ai fedeli l’impegno che Giancarlo ogni anno metteva a servizio della comunità. «Mancherà alla chiesa, mancherà a me, mancherà alla città». Poi il ricordo di amici, colleghi e quello più commosso dei suoi adorati nipoti: «Caro nonno ci mancherà vederti davanti alla televisione in quella stanzina. E la domenica a pranzo, quando ogni occasione era buona per rubare una fetta di dolce in più. Ci ricordavi sempre che c’è una laurea da prendere e una retta via da seguire. Ora, lassù, vai piano con la bici che la nonna si preoccupa». Le offerte raccolte durante il funerale di Niccolai saranno donate all’associazione Raggi di speranza in stazione che si occupa dei senzatetto della città. Prima di essere tumulato al cimitero della Misericordia, il carro funebre, come chiesto dalla famiglia, si è fermato per qualche secondo davanti al centro Donati a pochi passi dalla chiesa. Un modo per consentire a Giancarlo Niccolai di salutare per l’ultima volta la sua «creatura».

Michela Monti