Ceesay Buba (Luca Castellani/Fotocastellani)
Ceesay Buba (Luca Castellani/Fotocastellani)

Pistoia, 3 agosto 2018 - Ecco la testimonianza integrale di Buba Ceesay, il giovane gambiano ospite della parrocchia di Vicofaro, che ha denunciato di essere stato aggredito da una coppia di giovanissimi.

Buba cosa ricorda di quello che è successo giovedì sera?

“Ero a fare una corsa come faccio tutte le sere prima di fare la doccia quando ho visto sbucare dalla curva questi due ragazzi, giovani, in bicicletta. Sembrava che mi stessero aspettando lì dietro la curva. Ero a due passi dalla scuola media Anna Frank”

E che è successo?

“Mi hanno urlato contro nero bastardo e poi hanno sparato un colpo”.

Lei è riuscito a vedere la pistola?

“No, ho sentito solo un grande boato. Ho provato ad inseguirli ma sono riusciti a dileguarsi poi sono tornato indietro ed ho trovato un bossolo, così ho capito che cosa avevano fatto”

Cosa ha pensato?

“Cosa dovrei pensare, una cosa da matti. Erano ragazzi troppo giovani per andare in giro con una pistola. Non so se li ha mandati qualcuno, troppo giovani per fare un'azione del genere. E' strano che ragazzini così piccoli pensino di fare una cosa del genere, che ti urlino frasi razziste e poi si mettano a sparare”.

Quindi pensa che li abbia mandati qualcuno a farlo?

“Non voglio accusare nessuno ma quello che hanno fatto è da pazzi, è fuori di testa. Troppo giovani...”

Ha avuto paura?

“Lì per lì si. Il rumore forte non sapevo cosa poteva essere accaduto”.

E cosa ha fatto a quel punto?

“Una volta tornato indietro ho recuperato il bossolo e sono andato da don Massimo Biancalani, in parrocchia, per raccontare immediatamente cosa era successo. Poi siamo andati in questura ed ho detto tutto ai poliziotti.”

 Pensa di conoscere le persone che l'hanno aggredita?

“Mi alleno sempre in questa zona e lo scorso mese vidi nello stesso punto ragazzini molto giovani come quelli di ieri ma non sono in grado di dire se fossero gli stessi della pistola. Ragazzi così giovani che fanno una cosa del genere, da pazzi, da pazzi”