Un impianto di risalita
Un impianto di risalita

Pistoia, 14 agosto 2015 - Dal bianco della neve al rosso dei bilanci. E’ davvero difficile la situazione economica delle società impiantistiche. A dirlo, questa volta, non sono le persone ma i numeri. Ma partiamo dall’inizio. La Società Abetone Funivie gestisce l’Ovovia, lo skilift Zeno 3, il tappeto Ovovia e la seggiovia del Pulicchio, oltre ai rifugi alla partenza e all’arrivo della cabinovia. La Val di Luce, oltre a occuparsi di tutti gli impianti dell’omonima località del comune di Abetone, è anche proprietaria degli alberghi I Pionieri e Val di Luce Spa Resort (entrambi gestiti da terzi), oltre che del rifugio Le Rocce.

In entrambi i casi ci troviamo davanti a società per azioni: costituita nel 1962, la Val di Luce spa (società soggetta a direzione e coordinamento di Fingen spa) ha un capitale sociale di 5 milioni di euro ed è di proprietà al 98% dell’Immobiliare Maccione spa (società del gruppo Fingen), mentre il restante 2% è della capogruppo Fingen spa, società che fa capo alla famiglia Fratini. Il cda è composto da due persone: il presidente Gianluca Palmieri e il consigliere Carlo Fabbri e si avvale della collaborazione del procuratore speciale Andrea Formento e del procuratore Filippo Sottili. Più frastagliata la proprietà della Saf, composta da ben 147 soci: costituita nel 1967, ha attualmente un capitale sociale di 516mila euro. Il maggior numero di quote è detenuto da Giampiero Danti (15,29%), seguito dalla Monteuliveto Spa del gruppo Guarnieri (9,01%), da Rolando Galli (6,3%) e dalla Futura Alberghi srl (proprietaria dell’hotel Bellavista, con il 6,06%).

Il cda è composto da otto persone: il presidente Rolando Galli, il consigliere delegato Giovanni Guarnieri e i consiglieri Paride Milianti, Pietro Nizzi, Andrea Santi, Alberto Santi, Faustina Poletti ed Elena Danti. Al 31 marzo 2015 la Saf contava su 54 addetti, 37 quelli della Val di Luce, che con i propri rami d’azienda alberghieri dà lavoro indirettamente anche a un’altra quarantina di persone. 

I bilanci di entrambe le società sono accomunati dal segno meno: la Saf ha chiuso al 30 giugno 2014 con una perdita di 441.035 euro, mentre per la Val di Luce (bilancio al 31 dicembre 2014) il dato sale a quota 1.741.794: nel primo caso i soci hanno deciso di coprire la perdita mediante l’utilizzo delle Riserve di valutazione, nel secondo tramite versamento dei soci in conto capitale. Una cifra più alta che, come fanno notare dalla società stessa, è dovuta per la quasi totalità ad ammortamenti, interessi e accantonamenti per perdite su una società partecipata, la Ximenes spa, che gestisce la seggiovia delle Regine.

Un inverno, quello 2013-2014, caratterizzato da un pessimo innevamento naturale che ha portato, insieme alla crisi economica perdurante, a un’inevitabile contrazione delle giornate di apertura degli impianti e degli incassi. In «casa Saf» i ricavi sono stati 3.617.242: 2.598.399 euro grazie agli impianti e 1.018.843 euro da bar-ristoranti (l’anno prima la cifra era stata superiore ai 4 milioni di euro), i costi esterni sono scesi da 2.014.216 a 1.901.108 e il costo del lavoro si è contratto di quasi 100mila euro: da 1.331.968 del bilancio 2013 a 1.238.166 euro. Crollati del 27% gli incassi derivanti dalla biglietteria Multipass (1.727.702 euro contro 2.212.046), così come si sono ridimensionate di quasi il 10% le entrate di bar e self service. Anche la Val di Luce ha visto crollare i ricavi: dai 2.834.398 euro del 2013 ai 2.184.109 del 2014. Giù anche i costi per il personale: 761.880 a fronte dei 907.076 euro del 2013, mentre crescono quelli per i servizi: 1.047.433, l’anno prima erano 948.408 euro.

Situazione debitoria difficile per la Val di Luce: al 31 dicembre 2014 la cifra è di poco inferiore a 20 milioni di euro, in crescita di 547.382 euro rispetto all’anno precedente. Quasi 6 i milioni da restituire entro 12 mesi, mentre i debiti verso le banche la cui scadenza è superiore all’anno ammontano a 13.821.711 euro. Una cifra, come spiegano dalla Val di Luce spa, dovuta per la stragrande maggioranza a investimenti immobiliari, soprattutto alberghieri, mentre quelli per la parte impiantistica vera e propria si aggirano sui 3 milioni di euro. L’indebitamento della Saf è invece pari a 9.690.903 euro, di cui 2.705.637 a breve termine, rappresentate principalmente da esposizione nei confronti dei fornitori di beni e servizi e delle banche. Da segnalare che, tra la fine del 2008 e l’inizio del 2009, la Saf ha acquistato a circa 7 milioni di euro la società La Turistica Abetonese, che gestiva l’area sciistica del Pulicchio e che si trovava in una grave situazione di dissesto. Una volta completata l’acquisizione, Saf ha investito altri due milioni di euro per realizzare l’impianto di innevamento artificiale.

SAF «La Saf si è da sempre impegnata in una forte politica di investimenti, che pur a fronte di un indebitamento importante ha da sempre permesso di ottenere bilanci improntati al conseguimento di utili operativi e Mol fortemente positivi. Infatti negli ultimi 15 anni Saf ha investito oltre 30 milioni di euro esclusivamente nella costruzione di impianti di risalita e innevamento, facendo fronte anche a un evento imponderabile come l’incendio dovuto a un atto terroristico che ha distrutto la cabinovia del monte Gomito nel 2003, esponendo la società ad ulteriori oneri pari a circa 5 milioni di euro. Chiaramente, proprio a causa degli investimenti effettuati, talvolta l’utile netto non è stato altrettanto positivo, ma è importante notare che la società ha da sempre fatto fronte agli impegni con mezzi generati dall’autofinanziamento, chiaro indice questo di una società in salute».

VAL DI LUCE «Negli ultimi 15 anni abbiamo effettuato investimenti per oltre 40 milioni, sia nel settore degli impianti di risalita che nel settore immobiliare turistico, risultando così la più importante investitrice nella montagna, con una politica di differenziazione dell’investimento che quindi ha abbracciato sia il settore alberghiero che quello degli impianti di risalita. Il comparto turistico, rappresentato quindi dalla parte impiantistica e dalla gestione immobiliare delle attività ricettive presenta stabilmente, a eccezione degli anni più critici, un Margine operativo lordo positivo. Ribadiamo l’importanza del nostro progetto anche a livello occupazionale: infatti oltre agli 80 posti di lavoro che operano nelle nostre strutture, sia dirette che in affitto d’azienda, vi sono oltre 300 persone che lavorano nell’indotto diretto in val di Luce per arrivare agli oltre 1000 posti di lavoro che vengono occupati nell’intero comprensorio abetonese».