Il giro di falsi green pass I pazienti davanti al gup Si va verso i patteggiamenti

Udienza rinviata a giugno. Sono 14 indagati: molti sceglieranno il rito abbreviato. Il tam tam tra gli ambienti no vax e tra chi conosceva il medico della montagna.

Il giro di falsi green pass  I pazienti davanti al gup  Si va verso i patteggiamenti
Il giro di falsi green pass I pazienti davanti al gup Si va verso i patteggiamenti

Sceglieranno il rito abbreviato o faranno richiesta di patteggiamento. Queste le strade che l’ultimo gruppo di pazienti "no vax" del dottor Federico Calvani sceglieranno nell’udienza davanti al gup Stefano Billet fissata per il prossimo 14 giugno. Ieri mattina, infatti, c’è stato un rinvio tecnico per omessa notifica ad uno degli indagati. In tutto si tratta di 14 pazienti, accusati - in concorso con il medico - di falso in atto pubblico. Per loro la Procura, con i pubblici ministeri Luisa Serranti e Linda Gambassi, chiederà il rinvio a giudizio. Tra gli indagati c’è anche un uomo che avrebbe portato con sé dal medico "no vax" anche le due figlie minorenni, per ottenere anche per loro i green pass fasulli. Ad attirare le persone nell’ambulatorio di Maresca sarebbe stato un tam tam tra gli ambienti "no vax" che aveva diffuso l’informazione che quel medico era disponibile a rilasciare green pass anche senza sottoporre i pazienti alla vaccinazione. Un passaparola che aveva presto raggiunto persone anche fuori dalla provincia, per esempio da Prato, ma anche da Firenze e Pisa. In alcuni casi si sarebbe trattato di famiglie che frequentavano nei periodi di villeggiatura la montagna pistoiese e che avevano saputo della disponibilità del medico a rilasciare certificazioni, senza doversi sottoporre alla vaccinazione. Con l’avvio dell’inchiesta, tutti i green pass rilasciati senza che fosse avvenuta la reale vaccinazione sono stati poi sequestrati. A febbraio, lo ricordiamo, il giudice Raffaella Amoresano aveva emesso un decreto penale di condanna per altri 51 pazienti, che poi hanno tutti ottenuto la sospensione condizionale. Altri avevano patteggiato in sede di indagini preliminari.

La vicenda era emersa alla fine di dicembre 2021, quando il medico era finito agli arresti domiciliari. L’indagine, coordinata dalla Procura di Pistoia, guidata dal procuratore capo Tommaso Coletta, è stata condotta dai militari di Pistoia e Prato insieme ai Nas di Firenze, ed è partita da una denuncia presentata ai militari di Prato dalla madre di un ragazzo che aveva ottenuto il green pass senza però sottoporsi ad alcuna vaccinazione. La donna aveva informato i militari, perché era preoccupata per la salute del figlio. Mesi di intercettazioni telefoniche e ambientali hanno portato a scoprire che quello non era un caso isolato.

Martina Vacca