Profughi
Profughi

Pistoia, 21 agosto 2016 - Sulla montagna pistoiese sempre più privati decidono di mettere a disposizione alberghi, residence o appartamenti per l’accoglienza ai profughi. Così ha fatto Luigi Innocenti, ristoratore di Cutigliano, che ha affittato ad alcune cooperative che si occupano della prima accoglienza ai migranti l’ex hotel Bellavista, situato a le Piastre, nel Comune di Pistoia. Oggi, e ormai da circa due anni, l’albergo accoglie una quarantina di profughi, provenienti dall’Africa e dall’Asia.

Innocenti, secondo lei affittare ai profughi è un’opportunità? «Per me lo è stata. Era l’unica alternativa possibile per non vedere crollare l’hotel Bellavista, su cui pagavo un sacco di spese». In che senso? «L’edificio, di 1000 metri quadri, di cui è titolare la società di famiglia Fagiolino sas, era sfitto e vuoto da quattro anni, dopo una esperienza di gestione come albergo per niente positiva da parte di un precedente affittuario. In compenso, però, lo Stato non mi tutela. Su quell’immobile, pur inutilizzato, pago comunque oltre 7.500 euro annui solo di Imu. Se non altro, coi canoni di affitto, riesco a ripagare le spese. In una situazione economica come l’attuale, credo che questa tendenza sarà sempre più diffusa».

E riesce a guadagnarci qualcosa? «Queste sono questioni private. Quello stipulato con la cooperativa è un normale contratto».

Non ha mai avuto alcuna perplessità su questo cambio di fatto di destinazione dell’edificio? «No. Ciò non significa che in precedenza non abbia tentato altre soluzioni, come la vendita dell’immobile. Ma nella situazione di crisi che sta attraversando la montagna non ho trovato acquirenti né gestori. Se fosse rimasto lì, vuoto, ancora per anni, sarebbe crollato. Invece gli attuali affittuari hanno provveduto anche ad eseguire alcuni lavori».

Come è venuto a conoscenza di questa possibilità? «Sono stato contattato dalle cooperative che erano in cerca di strutture dove sistemare i migranti. Sapevano dell’esistenza dell’hotel Bellavista che tra l’altro aveva già molti aspetti, come le porte, a norma di legge. Ho colto l’opportunità».

Come l’hanno presa i circa 80 abitanti di Le Piastre? «Quando si è diffusa la voce, hanno cercato di dissuadermi. Io ho risposto che, in alternativa, potevano acquistare loro l’immobile che non posso più pensare di tenere lì inutilizzato».