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Pistoia, 8 settembre 2018 - «Santo Padre, ci rivolgiamo a lei in un momento di grande amarezza per la nostra comunità impegnata nell'accoglienza di poveri e in particolare di rifugiati». Inizia così la lettera che don Massimo Biancalani, il prete pistoiese impegnato nell'accoglienza dei profughi, insieme al Comitato parrocchiale di Vicofaro e Ramini, ha deciso di scrivere a Papa Francesco, e che porterà personalmente in Vaticano la prossima settimana, quando parteciperà come relatore ad un convegno sui migranti.

Il contenuto della lettera è stato anticipato oggi, nel corso di una conferenza stampa, dallo stesso Biancalani, che ha annunciato una serie di denunce che presenterà alle forze dell'ordine «per le offese che quotidianamente ricevo sui social e anche per posta. L' ultima mi è arrivata stamani - dice il prete - e contiene offese indicibili nei miei confronti».

Anche per questo, dice, «ho deciso di scrive direttamente al Papa». Nella missiva don Biancalani ricorda anche la chiusura della struttura di accoglienza di Vicofaro. «Adducendo motivi di sicurezza e di inadeguatezza dei locali parrocchiali - prosegue il prete pistoiese -, le autorità preposte hanno deciso lo sgombero della struttura di Vicofaro a Pistoia, in cui sono accolti da alcuni anni i fratelli nel bisogno. Nonostante gli ingenti sforzi economici effettuati per adeguare i nostri ambienti all'accoglienza, tutto questo non è stato considerato sufficiente. Si dimenticano volutamente l'azione generosa e il servizio infaticabile e solidale reso al territorio accogliendo tante persone, che altrimenti sarebbero costrette a vivere in condizioni precarie e pericolose».

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