Pistoia, 29 agosto 2018 - "Secondo alcuni avvocati che ho consultato, anche di rilievo, ci sono gli estremi per denunciare Salvini in quanto nel post utilizza un linguaggio allusivo, anche alla sfera sessuale. Io non amo circondarmi di ragazzi e gli ospiti del centro non sono 'presunti profughi'". Lo dice all'Huffington Post don Massimo Biancalani, parroco di Vicofaro (Pistoia) dopo i commenti sui social del ministro dell'Interno, Matteo Salvini, alla chiusura del suo centro di accoglienza per irregolarità nella caldaia e nella cucina.

"Dal post scritto da Salvini - aggiunge il sacerdote - sembra quasi siano clandestini e non è così. Ripeto, non ho scelto chi incaricare, ma sicuramente farò partire la denuncia. Sono molto amareggiato di fronte a questa classe politica", che - sostiene il prete - "ragiona per pregiudizi. In questi anni - continua - noi abbiamo svolto un servizio di supplenza allo Stato. Davvero non mi capacito: preferiscono che questi ragazzi dormano in strada, in stazione, o che una parrocchia assicuri loro accoglienza? Noi accogliamo in semplicità, certo, ma seguiamo questi ragazzi, che non sono clandestini. Magari hanno un permesso di soggiorno per motivi umanitari, ma dormono per strada perché privi di punti di riferimento".

Il parroco di Vicofaro assicura che risolvera' le irregolarità rilevate dalla Prefettura: "I locali, che fanno parte di un convento del '700, vanno adeguati e noi provvederemo a effettuare i lavori. E' un intervento importante e, nonostante la nostra sia la più grande parrocchia di Pistoia, non possediamo le risorse necessarie a realizzarlo. Per questo rivolgo un appello affinché chi può ci supporti. Noi comunque andiamo avanti. Continueremo ad accogliere perche' mossi dall'ideale evangelico che ci spinge a prenderci cura dei poveri e degli ultimi, raccogliendo anche gli appelli che ci arrivano dal magistero di Papa Francesco".