Francesco Mati, presidente del distretto vivaistico di Pistoia

Pistoia, 10 giugno 2018 -  «L’ultimo  arresto del ladro dei vivai sarà un bel deterrente per altri che vogliono provarci. Le telecamere di sorveglianza potrebbero fare il resto». Francesco Mati, presidente del distretto vivaistico di Pistoia, si dice soddisfatto dell’operazione della Polizia di pochi giorni fa, quando è stato arrestato un 38enne albanese dopo un furto nell’azienda Zelari di Chiazzano. E’ stato sorpreso con attrezzature da lavoro rubate.

«Purtroppo i ladri sono scatenati non solo nei vivai – ammette – ma in generale, anche nelle case private. Spesso però depositi, attrezzi, garage e serre sono lontano da dove i proprietari abitano, e sono obiettivi più accessibili, specialmente di notte. Qualcosa però, grazie alle denunce dei vivaisti e al lavoro delle forze dell’ordine, sta lentamente cambiando». Gli oggetti che vengono rubati nei vivai sono spesso attrezzi molto costosi: la settimana scorsa a Chiazzano erano stati portati via di notte due motoseghe, un tagliasiepi e quattro decespugliatori per un valore complessivo di cinquemila euro. Quando non sono attrezzi, sono le piante di valore a sparire da serre e vivai. Il ladro però, questa volta, non l’ha fatta franca.

«Polizia e Carabinieri hanno iniziato a tenere più sotto controllo certe zone attorno alle nostre aziende – sottolinea Mati – dopo le tante denunce arrivate dai vivaisti. Riporto la raccomandazione delle stesse forze dell’ordine: denunciare tutto. Più ci sono denunce attendibili e più sale il livello di guardia attorno ai vivai. E’ un meccanismo lento, ma è già cominciato e i frutti si iniziano a vedere». Un livello di guardia tenuto alto dagli stessi vivaisti. «Un tempo – prosegue – non c’era l’abitudine a chiudere uffici e depositi. Ora purtroppo i tempi sono cambiati e bisogna tutelarsi più che si può: ovviamente chiudendo tutte le serrature, ma anche investendo in sistemi di allarme e telecamere». Tra i vivaisti sale la convinzione che telecamere di videosorveglianza garantirebbero ulteriore sicurezza. «In molti stanno pensando all’installazione di sistemi a circuito chiuso, da utilizzare solo in caso di furto perchè le leggi sulla privacy sono molto stringenti. Alcuni imprenditori hanno proposto di installarne sui passaggi obbligati nelle strade interpoderali: a meno di non darsela a gambe attraverso i campi, un ladro non potrebbe che passare da lì con la refurtiva. Un collega imprenditore in Liguria ha fatto così, dopo l’ennesima ruberia: con una minima spesa, ha comprato su internet una fotocamera a infrarossi, di quelle che si attivano quando passa qualcuno. Piazzata nella sua proprietà, nel giro di pochi giorni ha individuato il suo ladro abituale. Penso che presto succederà anche nelle aziende pistoiesi».

Francesco Storai