Coronavirus
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Pistoia, 29 febbraio 2020 - «Sto bene, da almeno un giorno non ho più alcun sintomo, aspetto solo che i medici mi lascino andare". Sono queste le parole dell’informatico 49enne di Pescia che arrivano dal reparto di malattie infettive dell’ospedale San Jacopo dove è stato dichiarato clinicamente guarito dal Coronavirus. L’uomo in ospedale da sabato, come annunciato dal direttore generale dell’Asl toscana centro, Paolo Morello, finirà la sua "quarantena in ospedale".

Questo perchè lo hanno ritenuto opportuno alcuni esperti infettivologi per motivi di sicurezza, legati non tanto allo stato di salute del 49enne, che non presenterebbe più problemi, ma alla mancanza di dati certi relativi all’eventuale periodo di contagiosità dopo la guarigione. Intanto continuano il loro isolamento anche i colleghi dell’uomo che venerdì mattina, quando il 49enne si è recato in azienda, erano presenti negli uffici. Non saranno "cent’anni di solitudine" ma resta comunque una bella prova quella di restare per due settimane lontani dai propri affetti ed evitare qualsiasi contatto fisico con le persone.

Lo sa bene Luca, uno dei colleghi dell’informatico,che da qualche giorno è recluso nel suo appartamento di Pistoia. Originario di Lamporecchio, Luca era in ufficio quel venerdì mattina. Seppur non sottoposto al tampone è stato obbligato a chiudersi in casa e a restarci fino a sabato prossimo.

"Sto bene e sono recluso in un appartamento da solo fino al 6 marzo – racconta –. Ho dei parenti nell’appartamento vicino che lasciano quel che mi serve fuori dalla porta e parliamo attraverso finestre e porte a vetri. Passo il tempo soprattutto telelavorando un po’ e coordinando dall’esterno le varie attività.
Con lui non ho avuto alcun contatto nell’unico giorno in cui è stato in ditta, lavora in un’altra stanza rispetto alla mia, ma la quarantena è scattata per tutti i dipendenti presenti in ditta il giorno nel quale c’era anche lui.

Per nostra scelta – conti nua – anche i miei familiari sono praticamente reclusi in casa nostra, lontano da me. Non abbiamo mandato mio figlio a scuola, anche se la preside ci ha assicurato che avremmo potuto, e la mia compagna è reclusa in casa con lui. Questo è lo stato delle cose raccontato con registro asciutto".A Luca non è stato fatto il tampone proprio perchè non ha avuto un contatto diretto con il collega.

«A me il tampone non l’hanno fatto perché non ho sintomi". Luca è perennemente in contatto con tutto il gruppo della ditta. Tutti stanno bene solo una persona ha fatto il tampone di quelli coinvolti ed è risultato negativo. Non resta altro che prenderla con ironia. Luca ad esempio sta imparando a fare le faccende domestiche, faccende prima di ora di cui si occupava la moglie. "Rigovernare, pulire le stoviglie, ecco – dice ironico –. Questa è l’abitudine che non avevo e ho dovuto acquisire".

In Toscana come Luca sono 884 le persone in isolamento domiciliare. Di queste 393 sono state prese in carico attraverso il numero dedicato delle Asl, 138 sono contatti stretti di casi positivi probabili o confermati e 353 bambini e studenti o loro familiari: in questo caso si tratta di ragazzi di origine cinese, per i quali l’isolamento è scattato in seguito alle segnalazioni arrivate alla Asl Toscana Centro dai dirigenti scolastici, perchè allievi di ritorno dalla Cina.
 

Michela Monti