Il medico Asl Francesco Cipriani si occupa dell’indagine a Casalguidi
Il medico Asl Francesco Cipriani si occupa dell’indagine a Casalguidi

Pistoia, 13 ottobre 2019 - «Chiediamo  con forza che vengano analizzati e monitorati tutti i siti inquinanti o inquinati, nessuno escluso, e tutto ciò venga fatto nella massima trasparenza». L’associazione Alleanza beni comuni lancia l’allarme sull’inquinamento dei pozzi a Casalguidi e chiede alle istituzioni che stanno portando avanti le indagini e le possibili correlazioni con i casi di tumori rari nel territorio di agire informando passo dopo passo i cittadini.

«A Casalguidi è stata riscontrata nel tempo una contaminazione nelle acque da cloruro di vinile – tuonano i referenti dell’associazione in una nota - A fronte di questi dati impressionanti, abbiamo appreso in assemblea che Arpat aveva riscontrato superamenti dei limiti fin dal 2010 ma la comunicazione all’amministrazione sembra sia avvenuta soltanto nel 2014. Perché la popolazione non fu allertata? Fino a quando i pozzi contaminati sono stati collegati alla rete di Publiacqua? E quando sono stati staccati perché non è stato tempestivamente comunicato il pericolo alla popolazione? Perché l’ordinanza di divieto dell’uso di acqua dei pozzi è stata emessa soltanto nel febbraio del 2019? Chi è il responsabile che ha deciso che la gente continuasse a bere quell’acqua? Non ha funzionato la comunicazione? Ci sono state sottovalutazioni? Inadempienze?».

E poi le richieste agli enti preposti ai controlli. «Vogliamo risposte precise, circostanziate e puntuali a queste domande perché la gente ha diritto di sapere – sottolinea Alleanza beni comuni - I responsabili dell’inquinamento ambientale dovrebbero pagare non solo i costi della bonifica del territorio ma anche tutte le penali previste. Il cluster di sarcomi che si sta verificando fra la popolazione ha bisogno di risposte, niente deve esser omesso nell’indagine epidemiologica in corso. Nessun elemento può esser escluso. E i fattori ambientali così precari nell’area non vanno sottovalutati». Intanto, proprio in questi giorni, è partita l’indagine epidemiologica annunciata dall’azienda sanitaria locale. L’indagine sarà condotta nei confronti di tutti quei pazienti, già identificati, che sono affetti da queste patologie rare, o i loro familiari e avverrà principalmente attraverso gli incontri con i medici e il personale sanitario specializzato dell’Azienda: saranno effettuate delle interviste per raccogliere informazioni dettagliate sulla storia di salute, di lavoro, dei luoghi di residenza e di quelli più frequentati, delle abitudini di vita e nel tempo libero e se necessario condotti anche eventuali studi analitici.

Michela Monti