Centro per l'impiego
Centro per l'impiego

Pistoia, 9 marzo 2018 - Ancora decine di persone ai Centri per l’impiego. Se ieri non si è assistito alla ressa dei giorni scorsi, lo si deve soltanto all’organizzazione data da responsabili e dipendenti per fronteggiare l’arrivo di massa dei disoccupati in cerca del contributo da 500 euro della Regione. Una misura che ha sollevato più di una protesta per i criteri con cui viene attribuita ma che, sempre dalla Regione, non si vuole definire come «bonus».

Con una delibera della scorsa settimana, la giunta della Toscana ha previsto uno stanziamento per corrispondere un assegno a disoccupati e inoccupati da almeno 12 mesi, periodo ridotto a 6 per le zone classificate come «depresse», come la nostra provincia. Nemmeno a dirlo: da lunedì, primo giorno utile per presentare la richiesta, ai Centri per l’impiego si sono presentate centinaia di persone di ogni età.

«Ho saputo di questa possibilità dei 500 euro, non so mica come funziona... Sono venuto apposta per sentire. Spero che ce lo dicano presto», borbottava un giovane seduto fuori dagli uffici ieri mattina. In via Tripoli, come ai Centri di Quarrata, Monsummano e San Marcello, hanno bussato decine di disoccupati, italiani e non. Al primo pomeriggio di ieri a livello provinciale erano state registrate 547 persone, con un’affluenza ben più sostenuta della media di un periodo «normale».

Il problema, evidenziato fin da subito, nasce dalla limitatezza dei fondi, 29 milioni di euro per tutta la regione: è già chiaro che le richieste saranno superiori alla somma disponibile. «Un bonus gratta e vinci elettorale», hanno subito contestato i detrattori del provvedimento.

Dalla Direzione regionale dei Centri per l’impiego si assicura che le cose non stanno, però, in questo modo. «E’ scorretto chiamarlo bonus perchè sarà accompagnato da politiche attive del lavoro, dalle attività di formazione alla scrittura di un curriculum. Le persone che ottengono il contributo dovranno attivarsi in questo senso, perchè in caso contrario dovranno restituire quanto percepito». E le code ai Centri per l’impiego? «I rallentamenti non sono dovuti a noi ma al sistema informatico nazionale. Per quanto ci riguarda abbiamo cercato di organizzarci al meglio per prendere in carico tutte le richieste», si risponde dalla Regione.