I carabinieri rilevano i danni e le prove su due autobus del Copit
I carabinieri rilevano i danni e le prove su due autobus del Copit

Pistoia, 9 luglio 2020 - A calci e cazzotti (e bastonate) si è pronti a rispondere con le braccia incrociate. L’ultimo avviso dei sindacati Copit è diretto a chiunque, dai dirigenti aziendali ai responsabili territoriali per l’ordine pubblico, abbia un titolo per mettere un freno al "far west" dei bus e tutelare la sicurezza di autisti, controllori e passeggeri. Lo avevano già detto a più riprese e lo hanno detto, per l’ultima volta ieri: "Questa situazione non può più andare avanti".

E stavolta hanno aggiunto che, in caso di nuovi episodi, sono pronti a bloccare il servizio di trasporto pubblico locale. La misura è colma fra gli addetti Copit e fra i passeggeri, specialmente i tanti anziani che non hanno la possibilità di utilizzare altri mezzi di trasporto. Le violenze iniziate all’inizio di marzo si erano fermate giusto per il periodo di quarantena per poi riprendere, peggio di sempre, già dai primi giorni della ’fase 2’. Gli aggressori sono perlopiù minorenni, componenti di "gang" quasi sempre formate da italiani e figli di immigrati. In tanti li hanno visti scorrazzare per la città, gridando, gettando rifiuti a terra, sfidare con aria strafottente gli adulti. Salendo sui bus spesso fanno anche di peggio.

Come ricorda Andrea Bertini della Filt-Cgil "L’escalation di violenza ha trovato il suo culmine nell’episodio del 23 giugno, quando sono stati feriti passeggeri e autisti e danneggiato un bus con utilizzo di pietre e bastoni". Sono sempre le solite facce, ben conosciute dagli autisti e dal personale Copit e alle forze dell’ordine. I sindacati di categoria hanno già spiegato che quanto accaduto il 23 giugno non può essere derubricato a un episodio sporadico. Si tratterebbe invece di "una vera e propria azione criminosa svolta da bande organizzate che da tempo sono attive sui mezzi pubblici. Più volte – hanno affermato – abbiamo denunciato la presenza sui bus di soggetti che a vario titolo hanno offeso, percosso il personale addetto al controllo dei biglietti o alla guida dei mezzi. L’impunità con cui queste bande agiscono non ha fatto altro che aumentare l’escalation di violenza". Gli appelli dei sindacati sono dall’inizio rivolti ad azienda, cittadini e forze dell’ordine affinchè ciascuno affronti il problema per la propria parte di competenze. Adesso si avverte la necessità di alzare il tiro.

Le richieste dei lavoratori dell’azienda pubblica dei trasporti sono chiare. Al prefetto, come coordinatore delle attività per l’ordine pubblico sul territorio, si raccomanda di tenere alta l’attenzione. All’azienda viene rinnovata la richiesta "di fare fronte comune per fare finire tutto questo".

"Che cosa deve ancora succedere prima che si intervenga? Il rischio è che tutta questa violenza sfoci in qualcosa di perfino peggiore", afferma per la Uil-trasporti Stefano Chiappi mentre, da parte sua, Andrea Cirillo della Faisa-Cisal, ringrazia i colleghi "per la professionalità dimostrata finora". Le conclusioni sono dunque affidate alle parole di Andarea Gambaccioni della Filt-Cgil: "Lo abbiamo denunciato da molto tempo. La violenza non è mai tollerabile e a questo punto siamo arrivati a un punto in cui non abbiamo più armi per difenderci se non quelle di denunciare alle autorità. E, con eventuali nuovi casi di questa gravità – avverte per tutti il rappresentante dei dipendenti Copit – il servizio potrebbe fermarsi".
R.P. © RIPRODUZIONE RISERVATA