Pistoia, 13 aprile 2018 - Un inverno buono, come non se ne vedevano da anni. Peraltro, una stagione che non è ancora finita, visto che parte degli impianti di risalita resterà aperta anche nei prossimi fine settimana e l’obiettivo è quello di consentire l’ultimo appuntamento con la neve a inizio maggio. Del resto le sciate in tarda primavera non sono una novità per le piste abetonesi.

Quest’anno, però, la chiusura posticipata si è accompagnata a un’apertura decisamente precoce (il 18 novembre, per la precisione), il che ha portato ad avere buona parte delle piste del comprensorio praticabili per oltre cinque mesi consecutivi

Sono i numeri, come sempre, a dare la visione oggettiva dell’inverno appena trascorso. Dal 18 novembre 2017 al 3 aprile 2018, il comprensorio abetonese ha fatto registrare la bellezza di 3.416.519 passaggi: oltre un milione in più rispetto all’inverno 2016-2017, fermo a quota 2.338.313 passaggi. In altre parole, il 46% di passaggi in più. Ce n’è abbastanza per definire la stagione che sia avvia agli sgoccioli come una delle migliori dell’ultimo decennio. E del resto, per avere un dato simile, bisogna tornare indietro di cinque anni, all’inverno 2012-2013, quando i passaggi furono 3.743.794 o alle stagioni 2009-2010 e 2010-2011: in quel caso il contatore dei passaggi si fermò rispettivamente a 3.800.893 e 3.869.769. Resta invece sempre lassù, imbattibile, il «mitico» inverno 2008-2009, l’ultimo inverno prima della grande crisi, che fece registrare il dato straordinario di 4.863.381 passaggi.

Ma torniamo alla stagione che si avvia agli sgoccioli: se aggreghiamo i dati per società, vediamo che la Val di Luce si conferma «regina» del comprensorio, con i suoi 1.220.776 passaggi, seguita a ruota dalla Società Abetone Funivie a quota 1.124.974. L’impianto più gettonato resta l’Ovovia, che da sola sfiora quota 575mila passaggi, seguita dalla seggiovia del Pulicchio (349mila) e dalla Sprella (307mila). Da segnalare il ritorno della seggiovia delle Regine (92.775 passaggi al 3 aprile), che era rimasta chiusa nei due inverni precedenti e che – nonostante per numero di passaggi si classifichi al penultimo posto, davanti solo al tappeto del campo scuola – resta un impianto strategico in grado di alleggerire il traffico di automobili dal centro dell’Abetone. 

Gli incassi stagionali del comprensorio si aggirano intorno ai 6 milioni di euro, in deciso segno più rispetto agli ultimi quattro inverni e più o meno in linea con quelli della stagione 2012-2013. Adesso non resta che confidare in una stagione estiva anch’essa col segno più, in modo da dare ulteriore respiro a un comparto come quello del turismo in montagna che ha assolutamente bisogno di positività per provare a mandare in archivio una serie di stagioni (soprattutto invernali) decisamente sfortunate.

C’è soddisfazione nelle fila delle due principali società impiantistiche, ma con moderazione. Pesano come macigni i conti in rosso degli inverni passati e pesano anche i numerosi fine settimana di brutto tempo che hanno fatto diventare una stagione potenzialmente straordinaria in una buona. «Non possiamo nascondere soddisfazione per l’inversione di tendenza fatta registrare dalle nostre montagne – spiega Andrea Formento, direttore degli impianti della Val di Luce –: la stagione lunga e la qualità dei servizi offerti hanno sicuramente pagando in termini di numero di passaggi. Certo, da qui a definire la stagione eccezionale ce ne corre. Abbiamo avuto almeno sette-otto fine settimana di brutto tempo, stesso discorso per buona parte delle vacanze invernali. Forse sarebbe meglio dire che ci siamo fatti meno male di altri anni. Quello che è sotto gli occhi di tutto è che se c’è la neve, l’Abetone si conferma di straordinaria appetibilità». Poi Formento fa il punto anche sulle ultime settimane di sci. «L’obiettivo – spiega – è quello di rimanere aperti fino al primo maggio con aperture soprattutto nei weekend. Purtroppo anche le condizioni meteo del mese di aprile non è che ci abbiamo aiutato un granché e in alcuni casi le presenze non hanno ripagato lo sforzo che abbiamo fatto per tenere aperti gli impianti».

«Siamo soddisfatti della stagione che si avvia alla conclusione – sono le parole di Rolando Galli, presidente della Saf e del direttore tecnico Giampiero Danti – nonostante il tempo non ci abbia aiutato. O meglio: l’ha fatto a metà scaricando metri di neve sulle nostre piste ma non regalandoci quel sole che avrebbe fatto la differenza. Abbiamo fatto un calcolo a cazzotto: solo l’Ovovia ha perso circa 200mila passaggi a causa del maltempo. Ma dobbiamo sforzarci di guardare il bicchiere mezzo pieno e iniziare a lavorare per l’estate, che è dietro l’angolo».