di Saverio Bargagna Come un bambino e la letterina da inviare al buon Babbo Natale: una lista di desideri infinita, un regalo da gustarsi dietro l’altro senza avere mai la pancia piena. E chi si accontenta, scusate? E così ci ritroviamo "noi" – un plurale da intendersi nella globalità del popolo nerazzurro – a invocare un nuovo dono dall’albero di Luca D’Angelo. Il primo successo stagionale conquistato contro la Reggina in Calabria ha offerto puro ossigeno ai polmoni e ha calmato la sete di punti in classifica. Ora però viene il bello: offrire continuità non tanto e non solo alle...

di Saverio Bargagna

Come un bambino e la letterina da inviare al buon Babbo Natale: una lista di desideri infinita, un regalo da gustarsi dietro l’altro senza avere mai la pancia piena. E chi si accontenta, scusate? E così ci ritroviamo "noi" – un plurale da intendersi nella globalità del popolo nerazzurro – a invocare un nuovo dono dall’albero di Luca D’Angelo. Il primo successo stagionale conquistato contro la Reggina in Calabria ha offerto puro ossigeno ai polmoni e ha calmato la sete di punti in classifica. Ora però viene il bello: offrire continuità non tanto e non solo alle prestazioni, ma soprattutto ai risultati. Che poi, a ben vedere, con questa squadra i due volti della medaglia non sono mai così scissi.

Soffermarsi sul Cittadella è prolisso. Ormai siamo grandi e vaccinati anche se ci rivolgiamo ancora a babbo Natale. Tutti noi sappiamo che il "nome" non scende in campo. E comunque, se ci caliamo un po’ dal piedistallo, anche il nome "Cittadella" ormai invoca attenzione e rispetto: i veneti sono una realtà radicata di questa categoria. Per di più la storia ci racconta come la compagine patavina da sempre sia una delle nostre "bestie nere". Non che sia necessario davvero credere in queste ricorrenze – il sottoscritto, ad esempio, non vi dà alcuna importanza –, ma la letteratura nel calcio ha comunque la sua poesia.

Le scelte di D’Angelo, invece, sono celate dal più stretto riserbo. E’ evidente che ormai il 3-5-2 sia stato accantonato quindi dobbiamo dare per scontato il ricorso al 4-3-1-2. L’intuito ci porta a pensare che sia Vido a dover giostrare dietro le punte alla luce anche delle prestazioni rassicuranti nel ruolo e del prolungato momento "no" di Soddimo. In attacco Marconi appare certo di un posto e Masucci forse meriterebbe una chance in più di Palombi dal primo minuto. A centrocampo la sensazione è che Marin possa agire in cabina di regia alternandosi così con De Vitis. Dietro il ritorno di Lisi sulla sinistra è una possibilità concreta. Il giovane difensore Masetti, infine, si è negativizzato dal Covid.

"Dal punto di vista mentale stiamo bene e lo stesso possiamo dire per l’aspetto fisico – rassicura D’Angelo –. Ad eccezion fatta per Varnier, il gruppo si è allenato al gran completo e siamo felici di questa settimana appena trascorsa". "Il Cittadella – aggiunge ancora il tecnico – vanta buoni giocatori, una società che lavora molto bene e un allenatore preparato. Se vogliamo vincere dobbiamo interpretare una partita intensa: saremo pressati a tutto campo". Sperando di poter festeggiare le 100 panchine del mister: "Il momento più bello di questa mia avventura? E’ scontato: la finale di Trieste. Al contrario il momento peggiore è stata la sconfitta di un mese fa contro l’Empoli". Infine una battuta su Sibilli, il giovane attaccante eroe di Reggio: "Ha lavorato bene e si sta ritagliando il proprio spazio. Complimenti a Gemmi e Corrado per averlo scovato in Lega Pro. Sarà utilissimo in questa stagione sia dal primo minuto che a partita in corso".