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11 mag 2022

I terzi in classifica? 9 volte su 16 in serie A

Ecco che cosa racconta la storia degli spareggi per la massima serie. Dalla formula a sei a quella ad otto squadre: la nostra analisi

11 mag 2022
francesco paletti
Sport

di Francesco Paletti

Punto primo: più di una volta su due chi parte dal terzo posto nella griglia play-off, va in serie A. Lo dice la storia degli ultimi 18 campionati cadetti, quelli giocati dal 200405 in poi, ossia da quando sono stati introdotti gli spareggi promozione. Che si sono disputati 16 volte dato che nel 2006 non fu necessario farvi ricorso poiché il distacco fra la terza e la quarta era superiore a 9 punti. La storia racconta che in nove occasioni chi ha chiuso la regular season subito alle spalle delle due promosse direttamente, ha staccato il biglietto per il massimo campionato. Le quarte, invece, sono salite in A tre volte e altrettanto hanno fatto le quinte, mentre una sola volta è stata promossa la sesta in classifica (la Sampdoria nel 201112).

Il rovescio della medaglia, però, è che, da terzi, o si va in serie A o non si arriva nemmeno in finale: sono sette, infatti, le volte in cui la squadra che si è qualificato ai play-off da terza non ha centrato la promozione e in ben sei occasioni non è riuscita nemmeno a staccare il biglietto per la finale. Insomma, o bene bene o male male. Non c’è dubbio, però, che il Pisa, partendo dalla miglior posizione nella griglia play-off, abbia qualche piccolo vantaggio sulle avversarie. Questo almeno se si prende come punto d’inizio, il primo campionato in cui sono stati disputati i play-off. La situazione, però, cambia in modo significativo, se si guarda solo gli ultimi otto campionati, quelli che vanno dal 201314 fino allo scorso anno.

La data non è affatto casuale perchè a partire da quella stagione la formula per gli spareggi promozione è cambiata. La novità più evidente è il numero delle squadre che vi accedono: prima di quel campionato erano quattro (dalla terza alla sesta), dopo sei, arrivando fino all’ottava classificata. Diversi dettagli, però, almeno sulla carta sembrano favorire le squadre che hanno ottenuto il piazzamento migliore nella regular season: intanto entrano nella competizione dalla semifinale, il che significa che hanno una settimana di tempo in più per recuperare. Poi giocano in casa le gare secche o la seconda in caso di sfide andata e ritorno. Soprattutto passano sempre il turno in caso di parità nell’arco dei 180 minuti. Piccolezze ma che in competizioni tirate, potrebbero fare la differenza.

Almeno in teoria. Perchè la storia degli ultimi campionati racconta qualcosa di diverso: dice sì, che per Ascoli, Benevento e Perugia la A è quasi mission impossible perchè, con il nuovo regolamento, non è mai accaduto che sia stata promossa una squadra qualificatasi ai play-off dal sesto posto in poi. Ma anche che per il Pisa andare in A potrebbe essere più complicato che per il Monza e il Brescia: da quando è stata introdotta la nuova formula, infatti, la terza in graduatoria è salita di categoria "solo" due volte (Frosinone nel 201718 e Spezia due anni dopo) mentre le quarte vi sono riuscite tre volte e le quinte altrettanto.

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