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23 mag 2022

Hermannsson risponde presente La squadra chiama, lui ci sarà

La lezione dell’islandese: nonostante il problema muscolare farà la sua parte. E De Vitis non sarà da meno

23 mag 2022

Hermannsson ci sarà. Anche giovedì sera. Non importa se il problema muscolare è tutt’altro che alle spalle. Per guarire ci sarà tempo dopo la finale. Ora l’obiettivo si chiama serie A. Bene esser chiari: è solo quel sogno che ha rimesso in piedi il nazionale islandese che, contro il Benevento, giocando quasi con una gamba sola, ha cancellato dal campo Lapadula. A condizioni normali, infatti, per un problema del genere, un paio di settimane in infermieria sono routine. Però, con Caracciolo ko, c’è assolutamente bisogno di lui. E lui ha già detto che ci sarà: da ieri fino a mercoledì per il difensore centrale saranno terapie e lavoro differenziato. Rientrerà in gruppo per la tradizionale seduta tattica della vigilia, in tempo per esserci nella finale di andata. Non sono certo la personalità, l’esperienza e la capacità di gestirsi che mancano al biondo difensore centrale, che l’anno scorso ha vinto il campionato danese con il Brondby e quest’anno solo per la superlativa stagione di Caracciolo, Leverbe e Birindelli, si è ritrovato relegato nel per lui angusto ruolo di alternativa di lusso del reparto arretrato. Ha sofferto solo una volta, all’andata contro Zerbin del Frosinone. Poi, quando è stato chiamato in causa, ha sempre assolto alla perfezione i suoi doveri. Per blasone (in bacheca ha uno scudetto e gioca in nazionale) e qualità avrebbe anche potuto puntare i piedi. In diversi, forse, al posto suo lo avrebbero fatto. Non Hermannsson. Non fa parte del suo modo di concepire il calcio che rimane, fondamentalmente, gioco di squadra. In cui la squadra viene prima di tutto. La lezione dell’islandese è anche una testimonianza per i tanti giovani colleghi: è rimasto fuori quando stava benissimo e avrebbe potuto anche reclamare più spazio, gioca ora che sarebbe egoisticamente più opportuno rimaner fuori. Perchè se la squadra ha bisogno, chi ne fa parte non può tirarsi indietro. L’insegnamento di Hermannsson è anche quello di De Vitis. Tanto intelligente tatticamente quanto fragile dal punto di vista muscolare. A Benevento ha dovuto fermarsi, ma al ritorno si è di nuovo rimesso a disposizione. Una manciata di minuti nel recupero. Pure lui ci sarà anche per le finali: deciderà D’Angelo se impiegarlo in difesa, a centrocampo o a partita in corso. L’altra notizia è che De Vitis c’è.

Francesco Paletti

© Riproduzione riservata

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