Luca Verna e il diesse Roberto Gemmi
Luca Verna e il diesse Roberto Gemmi

Pisa, sabato 12 gennaio 2019 - Pazienza se la mediana è affollata e in mezzo al campo ci sarà grande concorrenza. Per Luca Verna (26 anni), la sostanza non cambia: «Torno convinto di aver fatto la scelta giusta e con tanta voglia di riscatto per i sei mesi trascorsi a Cosenza, un'esperienza negativa che mi voglio lasciare alle spalle». Al punto quasi da non volerne più parlare: «Sono andato in Calabria soprattutto perché convinto di meritare la cadetteria, dopo le due buone stagioni che a livello personale avevo fatto proprio qui a Pisa e a a Carpi, ma già quest'estate non ero convintissimo di trasferirmi e i fatti mi hanno dato ragione» dice guardando più volte il diesse Gemmi. Colui che, insieme a mister D'Angelo, più ha spinto per sollecitarne il ritorno: «Le prime telefonate – ammette Verna – mi sono arrivate oltre un mese fa e poi si sono infittite sempre di più fino a che mi sono definitivamente convinto che la scelta migliore per me fosse quella di tornare nerazzurro». Ossia lì dove tutto, o quasi, è cominciato, almeno calcisticamente parlando. Perché la carriera di Verna, legato al Pisa da un contratto fino a giugno 2021, è sbocciata proprio all'ombra della Torre.

Arrivò nell'estate 2015 dal Lanciano, reduce da una buona stagione con il Grosseto (32 presenze e 4 reti). E divenne uno dei grandi protagonisti della cavalcata verso la B dei «Gattuso boys» (30 gettoni e 6 gol). Stesso discorso l'anno successivo in cadetteria, baluardo quasi inamovibile della squadra guidata dall'attuale tecnico del Milan (37 partite e una rete), cosa che, nonostante la retrocessione gli valse la chiamata del Carpi (40 presenze e 4 reti). In tutto con la maglia del Pisa, almeno sinora, ha disputato 78 partite e realizzato 8 reti. «Tornare dove si è fatto bene può essere rischioso? Può darsi, ma è anche una sfida avvincente: qui conosco tutti e non avrò certo problemi di ambientamento. Non gioco una partita intera da fine ottobre e, quindi, mi manca un po' il ritmo partita ma correre, per me, non è mai stato un problema».