Pisa, 27 agosto 2018 - Queste potrebbero essere le ore in cui le strade del Pisa e di Eusepi si separano, con la trattativa tra i neroazzurri e il Novara che sembra giunta al termine. Nelle ultime settimane l’attaccante ha più volte fatto dietrofront su decisioni che sembrava aver preso ed ha fatto saltare più di una trattativa. Questa volta ci siamo.

Che il Pisa sia intenzionato a rinunciare alle sue prestazioni è cosa nota e il futuro che si prospetterebbe per Eusepi, nel caso decidesse di non lasciare Pisa, non sarebbe dei più soddisfacenti dal punto di vista professionale. E pensare che è arrivato con tutti gli onori. Come si devono a un «re».

Eusepi si guadagna lo scettro e il soprannome di “Re Umberto” ai tempi di Perugia, quando guida la compagine umbra in Serie B con i suoi 13 gol. Replica l’anno successivo a Benevento segnandone ben 18. Solo 3 anni fa la carriera di Eusepi era in ascesa, considerato un pezzo pregiato per la categoria, ma oggi il Re è deposto.

Tutto comincia a Salerno, nella stagione 2015/2016 con 0 reti in 10 partite e un infortunio. La Salernitana, che si era affidata a lui per la salvezza in serie B, ora lo vuole vendere. Lucchesi, intravisto l’affare, lo vuole fortemente per dare una punta di peso in più all’attacco di mister Gattuso e per assicurarsi il giocatore viene proposto un ingaggio faraonico di quasi 500mila euro lordi. Coi neroazzurri Eusepi stenta a decollare, è un po’ sovrappeso e deve tornare in forma dall’infortunio. Si sblocca a marzo con 3 gol in 2 partite contro Rimini e Savona, poi il suo nome sparisce di nuovo dai marcatori del Pisa.

Ai playoff salgono in cattedra soprattutto Varela, Mannini e Cani, ma la rete della tranquillità, non decisiva ai fini del risultato, la segna a Foggia. È il gol che permette a tutti i tifosi di esultare per la tanto agognata serie B conquistata sul campo. Eusepi sembra tornato “Re” e Gattuso lo conferma fin da subito, prima della burrascosa estate delle dimissioni, poi rientrate a settembre e del cambio societario. Ma la B non è la categoria giusta per l’attaccante, che non riesce a essere trascinatore dell’attacco neroazzurro. Segna solo 3 gol in 17 partite, litiga in campo coi compagni tanto che Gattuso, a gennaio, di concerto con la società, sceglie di tenersi Cani e di mandare Eusepi in prestito all’Avellino.

In Irpinia, però, non fa meglio, segnando 3 gol in 13 partite e i lupi si salvano per il rotto della cuffia.

Il Pisa, retrocesso sul campo, riparte dalla C ed Eusepi torna a Pisa volenteroso e in forma. Dopo una tripletta in Coppa Italia contro il Varese (squadra di serie D poi retrocessa), la società ne approfitta per allungargli l’ingaggio fino al 2021 spalmandogli l’oneroso contratto ereditato da Lucchesi e decidendo di scommettere su di lui per l’attacco neroazzurro nella scorsa stagione.

Dopo un inizio stentato della squadra in cui fa notizia soprattutto la difficoltà di andare in gol da parte di Maikol Negro, a secco fino a dicembre, il peso dell’attacco del Pisa nella prima parte del campionato ricade sulle spalle di Eusepi che segna alcuni gol decisivi, il più importante dei quali contro il Livorno nel derby di andata.

Nel girone di ritorno però si perde per strada, segna pochissimo e il Pisa implode su sé stesso, eliminato ai playoff nel primo turno con la Viterbese. Ormai resasi necessaria l’esigenza di cambiare e di rinnovare i ranghi della squadra, la società decide di mettere in vendita il giocatore comunicandogli che non fa più parte dei piani.

Il resto è storia nota, il calciatore punta i piedi e vuole far parte del progetto. Rifiuta quattro proposte, quelle di Vicenza, Catanzaro, Viterbese e Triestina, principalmente per esigenze economiche. Il rapporto coi tifosi, già compromesso, si rompe definitivamente perché il mercato del Pisa si blocca.

Compare anche agli allenamenti un messaggio chiarissimo da parte della tifoseria: «Chi resta a Pisa per guadagnare, un brutto anno dovrà passare». Il messaggio viene replicato pochi giorni dopo all’esordio di Coppa Italia contro la Triestina: «Non potete precludere il futuro della società, chi non rientra nei piani via da questa città». Adesso si attende solo la firma con il Novara, altrimenti il giocatore rimarrà fuori squadra almeno fino a gennaio, gravando sul budget del Pisa. Comunque la si voglia vedere – e riconoscendo il valore formale e sostanziale dei contratti – è molto meglio cercare di riscattarsi come uomo e calciatore sul campo che rimanere in un ambiente che non ti desidera e che ormai ha deposto la corona.

Michele Bufalino