Il presidente del Pisa Giuseppe Corrado
Il presidente del Pisa Giuseppe Corrado

Pisa, 18 agosto 2018 «E' necessario dare uno stop a proteste, ricorsi, polemiche, appelli e ad un'estate di tutti contro tutti. Per il bene del calcio e per non creare ulteriori danni economici anche gli altri campionati, oltre a quelli di serie A e B, devono iniziare il prima possibile». Insomma, i venti di guerra si plachino e il pallone ricominci quanto prima a correre. Firmato il presidente del Pisa Giuseppe Corrado. Che, ieri pomeriggio, ha preso ufficialmente posizione sull'estate più convulsa che il calcio italiano ricordi: quella della corsa folle ai ripescaggi cancellati con un colpo di spugna dalla Figc, dei mille ricorsi, delle fideiussioni mancanti o rilasciate da soggetti bloccati dal consiglio di stato, della “guerra” fra leghe e dell'incapacità di governare il sistema da parte della Federcalcio. Una voce, però, fuori dal coro. Quanto meno rispetto ai tanti interventi successivi alla decisione di varare i calendari del campionato cadetto con sole di 19 squadre, quindi senza ripescaggi dalla C per colmare le lacune negli organici. Le società che avevano tentato la strada della promozione a tavolino, infatti, hanno subito presentato ricorso al Collegio di Garanzia del Coni che si riunirà il 7 settembre, il presidente della Lega Pero Gravina ipotizza addirittura di rinviare l'inizio dei campionati alla metà del mese prossimo e l'Assocalciatori minaccia lo sciopero.

Di tutt'altro avviso il patron nerazzurro: la macchina del pallone deve rimettersi in moto al più presto, a tutti i livelli. «Si parla di campionati falsati nella stagione appena conclusa e si dimentica che i mali emersi oggi hanno origini remote e hanno, forse, condizionato molti campionati prima dell'ultimo – spiega Corrado -. Nel momento che stiamo vivendo qualche società pensa di essere stata defraudata e privata di certi diritti e protesta ma, verosimilmente, dimentica di essere stata perdonata in tempi passati o di avere, magari ingiustamente, beneficiato di situazioni di particolare favore. In un movimento calcistico dove tutti, a turno, hanno approfittato di regole deboli e non sufficienti controlli non si può pensare di risanare il tutto con i ripescaggi e le proteste delle società in queste ultime settimane dimostrano come, in un sistema debole e non sotto controllo, tutti possono rivendicare qualcosa “facendosi sentire”» continua il presidente del Pisa. Che, poi, prende anche posizione a favore del commissario straordinario della Figc Roberto Fabbricini: «Mi è parso corretto o il minore dei mali, in una situazione del genere, cristallizzare tutto e partire con i campionati senza cercare di fare giustizia approssimativa in un meccanismo perverso e con regole imprecise. Non dimentichiamo poi che il rinvio dei campionati porterà danni economici a tutte le società che, oltre a dover pagare gli stipendi ai propri tesserati, dovranno rispondere dei contratti stipulati con i propri sponsor e con gli investitori in pubblicità e dovranno rendere conto ai propri tifosi per gli abbonamenti sottoscritti». Infine la proposta: semmai «occorrerà riequilibrare i vantaggi economici tra i campionati», quindi «i contributi che sarebbero spettati alle tre squadre non iscritte al campionato di B dovrebbero a mio avviso confluire alla Lega Pro che, distribuendoli alle squadre partecipanti, riuscirebbe così ad ammortizzare gli effetti negativi dei mancati ripescaggi dando maggiore sostenibilità ad un campionato tanto prezioso». Non solo: «la Federazione dovrebbe inoltre valutare come offrire le migliori opportunità alla serie C nel meccanismo delle promozioni». Il sasso nello stagno è stato lanciato. Anche di questo si discuterà all'assemblea dei club di Lega Pro di mercoledì 22 agosto che già si preannuncia infuocata.