Pisa, martedì 21 agosto 2018 - «Confermo che, a mio avviso, rinviare l'inizio dei campionati servirà solo ad alimentare ulteriore caos: dobbiamo partire e giocare, azzerare il passato e guardare avanti con fiducia e la volontà assoluta di cambiare regole e interpreti» Il presidente del Pisa Giuseppe Corrado non cambia idea: il sistema calcio deve rimettersi subito in funzione, altrimenti il rischio è perdere anche quel poco di credibilità che è rimasta. Non lo convince la posizione del numero della Lega Pro Gabriele Gravina, fermo nel chiedere uno slittamento della serie C a metà settembre dopo le decisioni del Collegio di Garanzia del Coni sui ripescaggi in cadetteria: lo aveva detto tre giorni fa e lo ribadisce oggi, dopo l'intervista dello stesso Gravina a La Nazione e anche dopo una lunga chiacchierata telefonica con il “numero” della terza lega del calcio professionistico italiano. E lo dirà anche ll'assemblea della Lega che sarà chiamata proprio a prendere una decisione sull'inizio dei campionati.

Presidente, perché a suo avviso è necessario ricominciare subito?
«Per non aggiungere altra confusione in un'estate fatta soprattutto di decisioni, sentenze, ricorsi, controricorsi, appelli e contro appelli. Sembra quasi che in pochi mesi sia successo il finimondo, un terremoto che ha sconvolto il sistema ...».

Non è così?
«Io la vedo diversamente: mi pare che in realtà si sia solo cominciato ad esaurire un sistema perverso di gestione delle società e del movimento ...».


Ossia?
«E' semplicemente accaduto che, in una situazione di regole non precise, chi ha avuto l’opportunità di “sentirsi danneggiato”. ha cominciato a fare le proprie rivendicazioni con l’obiettivo di alimentare la confusione e sperare di ottenere qualcosa ...».

E' cosi che si è arrivati al tutti contro tutti di oggi?
«Direi di sì. Ognuno propone le sue ragioni e soluzioni. Eppure nessuno pensa al patrimonio più importante del calcio che sono i milioni di tifosi e appassionati ...».

Continuare a rinviare, quindi, secondo lei sarebbe una mancanza di rispetto soprattutto nei loro confronti?
«Assolutamente. Io sono convinto che continuare a prendere tempo con lo scopo di curare ognuno i propri interessi servirà solo a peggiorare la situazione e a perdere il consenso della gente, degli sponsor e dei media ...».

Quindi?
«Quello che ho già detto e ribadisco. meglio un correttivo a un campionato iniziato e poi eventualmente modificato nelle squadre partecipanti da una decisione successiva dei giudici, piuttosto che un campionato che continua a ritardare l’inizio a causa di problematiche e di ripicche che derivano da un malessere che ha inficiato il movimento calcistico italiano e le competizioni da molti anni e che, in questa stagione, ha solo manifestato i primi epiloghi negativi. Tutti a turno sono stati danneggiati e, forse, hanno causato danni ad altri».

Dunque come se ne esce?
«Facendo i calendari e iniziando i campionati: bisogna fare tabula rasa del passato e guardare avanti con fiducia. Con una sola ma ineludibile condizione: è necessaria una volontà ferma di cambiare regole e interpreti del sistema calcio. Se proprio devo dirlo, sarebbe questa per me la soluzione migliore per dare un segnale di discontinuità».