Medici
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Pisa, 15 ottobre 2014 - ­ Non sono proprio elisir d'amore, ma fanno comunque bene al nostro cuore stressato. Si chiamano Beta glucano d'orzo e vitamina D e rappresentano le strategie terapeutiche più innovative nel campo della ricerca cardiovascolare. Parola di ricercatori che hanno ottenuto risultati più che incoraggianti e ora si apprestano a trasferirli sull'uomo. "Si tratta di molecole naturali che stimolano la formazione di nuovi vasi e quindi la riparazione del cuore danneggiato da un infarto", spiega Vincenzo Lionetti, medico ricercatore dell'Istituto di Scienze della Vita della Scuola Superiore Sant'Anna, dove sta conducendo i suoi studi e dove si è svolto il forum annuale della Sirc, la società italiana di ricerche cardiovascolari. La scienza, dunque, sta cercando un'alternativa all'utilizzazione delle cellule staminali per curare le malattie del cuore e la strada intrapresa è quella di potenziare l'attività autoriparativa del muscolo cardiaco con la possibilità anche di renderlo preventivamente più forte e meno soggetto agli stress che ne minano la salute.

Niente sensazionalismi ipertecnologici, dunque, e una nuova attenzione al paziente a cui si vogliono evitare percorsi che possono essere invasivi e pericolosi. Il Beta glucano d'orzo, uno dei due 'elisir' indicati, può essere inserito nella pasta. E in effetti un pastificio del Sud ha già aderito al'iniziativa mettendo in produzione e in vendita penne e spaghetti 'Cuore mio' che contengono forti percenuali di questa molecola, assimilabile, dunque, attraverso un semplice piatto di pastasciutta. La vitamina D si trova invece nel pesce, in particolare nel salmone, nel tuorlo d'uovo, oppure aggiunta ai cereali della colazione. Ma è anche prodotta autonomamente dal nostro organismo attraverso l'esposizione ai raggi solari. Che i suoi effetti sono benefici sul cuore lo hanno scoperto nei laboratori di Novara dell'Università del Piemonte. Sul Beta glucano ci lavorano invece da tempo i ricercatori della Sant'Anna di Pisa e alcuni risultati raggiunti sono già noti alla comunità scientifica. Altri ce li svela direttamente il dottor Lionetti: "I primi esiti dei nostri studi hanno messo in evidenza che il Beta glucano d'orzo stimola la formazione di nuovi vasi, dando così la possibilità al cuore di rigenerarsi. Abbiamo poi sperimentato sui roditori la pasta con l'aggiunta di questa molecola sottoponendoli ad una dieta a basso contenuto di grassi. Nello stesso tempo abbiamo confrontato questo gruppo di roditori con un altro gruppo che faceva la stessa dieta ma senza la pasta con il Beta glucano. Il risultato è che i primi non morivano dopo l'infarto e il cuore erameno danneggiato. Prima possibile cominceremo gli studi sull'uomo nell'intento di risvegliare meccanismi latenti ignorati fino ad oggi". Le 'staminali' non sono dunque efficaci nella cura del cuore? "La loro efficacia non è clinicamente rilevante", risponde il dottor Lionetti. "L'effetto positivo che ne deriva non è tale da salvare la vita, oppure da evitare le medicine o, peggio, il trapianto. Diciamo che usandole è come passare da 39,8 a 39,5 di febbre. Un po' meno forte, dunque, ma pur sempre 39 di febbre e quindi, se voglio toglierla, dovrò prendere l'antipiretico. Dal punto di vista clinico, quindi, non si può dire che le 'staminali' funzionino sul cuore. Noi seguiamo un'altra strada: quella di modulare la risposta del muscolo cardiaco ad un danno ischemico con dei composti attivi presenti in natura o prodotti direttamente dal nostro organismo". Nessuno sa ancora se gli effetti positivi della vitamina D uniti a quelli del Beta glucano si potenziano a vicenda. Di certo, per ora, c' è che l'uno non esclude l'altro e che entrambi, separatamente, piacciono al nostro cuore; la ricerca futura potrà dirci il resto. Intanto, comunque, si ricomincia dai giovani ricordando loro le corrette regole per diminuire il rischio di cardiopatie. Per questo è stato inventato un videogioco che, sotto forma di quiz, propone un percorso virtuoso per un'alimentazione corretta. La comunicazione è importante anche in medicina e il videogame verrà utilizzato dal gruppo di Vincenzo Lionetti per iniziative di divulgazione scientifica e durante gli incontri con gli studenti.

Valeria Caldelli