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Congresso Pd, accuse e veleni tra orlandiani e renziani

Il sindaco: «Senza i tesserati dell’ultimo momento avremmo vinto nei circoli». La replica: «Offensivo parlare di iscritti di serie A e B»

di Gabriele Masiero
Ultimo aggiornamento il 19 aprile 2017 alle 20:10
Vigilia di fuoco per il congresso Pd

PISA, 20 aprile 2017 - Stoccate e veleni. La campagna delle primarie del Pd si prepara all’ultima settimana e la battaglia tra le diverse anime del partito sarà senza esclusione di colpi. A Pisa la querelle tra Orlandiani e Renziani si combatte soprattutto sull’esito dei congressi nei circoli.

E nella polemica ci mette lo zampino anche il sindaco, Marco Filippeschi, sostenitore del Guardasigilli che a margine della presentazione di un articolato appello a sostegno del ministro della Giustizia, sottoscritto da decine di amministratori della provincia pisana, dice: «Nei circoli abbiamo ottenuto un ottimo risultato e senza gli iscritti dell’ultimo momento avremmo vinto». Immediata la replica stizzita del coordinatore provinciale della mozione Renzi: «E’ tutt’altro che secondario che secondo il sindaco esistano iscriti di serie A e B in base al momento in cui si è deciso di tesserarsi».

«Il Pd – scrivono gli amministratori per Orlando nel loro documento (oltre a Filippeschi lo firmano gli assessori Zambito, Ferrante, Capuzzi e Sanzo, la vicesindaca di Calci, Valentina Ricotta, e il sindaco di San Giuliano Terme, Sergio Di Maio) - sta vivendo un momento cruciale della sua storia. Dopo la sconfitta al referendum del 4 dicembre doveva seguire una riflessione compiuta per rifondare e rilanciare il partito come architrave del sistema politico nel segno di un rinnovato impegno sui suoi valori fondamentali: libertà, democrazia, uguaglianza. E Andrea Orlando è la figura che meglio può unire le diverse culture e anime del partito per rilanciarlo».

Filippeschi ha poi sottolineato che «Pisa è la città in cui la visione ulivista tieme ancora e con la mozione Orlando ha ritrovato vigore». Partito inclusivo, capace di ascoltare e di «ricostruire i legami» valorizando «i giovani che fanno l’esperienza di sindaco, di assessore, di consigliere, come avviene negli altri paesi europei» sono queste le parole chiave del documento dagli amministratori pisani perché, concludono, «le città e i territori sono il luogo delle idee nuove, dell’alleanza fra politica e scienza, della sintesi fra culture, della creatività, della partecipazione».

A stretto giro di posta arriva anche la replica di Ranieri Bizzarri, coordinatore provinciale della mozione Renzi, che osserva come dall’altra parte si faccia fatica ad ammettere la sconfitta «a casa propria»: «Ancora una volta autorevoli esponenti della mozione Orlando a Pisa cercano di delegittimare il percorso congressuale e gli straordinari dati sulla partecipazione, oltre al risultato, con vaghe allusioni e con illazioni che non trovano riscontro nemmeno nei numeri. Tralasciando il fatto, assolutamente non secondario, che secondo il ragionamento del sindaco Marco Filippeschi ci sarebbero iscritti di serie A e iscritti di serie B in base al momento in cui si è deciso di tesserarsi, pare evidente che una differenza di 20 punti percentuali come si è registrata anche a Pisa a vantaggio della mozione Renzi-Martina non possa essere giustificabile solo in questo modo. Capiamo che i risultati ottenuti in città e in provincia, visto il dispiegamento del gruppo dirigente e degli amministratori locali a sostegno di Orlando, siano stati ben al di sotto delle attese ma provare a giustificarsi gettando discredito contro il proprio partito e contro una simile partecipazione democratica lo troviamo davvero sbagliato».

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