Cascina (Pisa), 15 settembre 2020 - I temi caldi del confronto politico si sono presi la scena sul palco della Città del Teatro di Cascina, per il faccia a faccia pubblico - organizzato dal quotidiano La Nazione - tra i sei candidati-sindaco. Schierati da sinistra a destra (con sorteggio) Leonardo Cosentini, Cristiano Masi, Michelangelo Betti, Dario Rollo, Michele Parrini e Fabio Poli. Con gli occhi al gong - fiscale ma non troppo - dei due minuti ciascuno, i sei aspiranti primi cittadini si sono sottoposti al giro di domande, di fronte ai duecento cittadini cascinesi, che sono riusciti ad accaparrarsi i posti disponibili in sala nel pieno rispetto del distanziamento e delle normative anticontagio.

A moderare il dibattito il collega Igor Vanni con il responsabile della redazione pisana, Guglielmo Vezzosi. Il primo atto per rompere il ghiaccio, con la domanda “Perché vi candidate?“. Cosentini lo fa "per proseguire nell’azione di cambiamento avviata 4 anni fa, nella ricerca del dialogo, e del confronto con le persone".

Nei suoi primi 100 giorni Cosentini vuole realizzare un "Comune sempre più vicino ai cittadini, al loro servizio e non il contrario. Un Comune che guarda a trasparenza e digitalizzazione". Ma Cosentini pensa anche di rivedere il sistema di raccolta rifiuti e partendo proprio dalle frazioni, rimettere in discussione il porta a porta. "Penso a un’isola ecologica mobile, con un sistema premiante per i cittadini"..

Cristiano Masi scende in campo "per cambiare passo, restituire il senso di comunità e dare voce e rappresentatività alle frazioni e ai giovani.. "Non voglio chiamarle frazioni, ma paesi – ha detto – per questo che abbiamo deciso di lanciare da lì la nostra camopagna elettorale. Voglio toglierli dall’isolamento, con una rete di piste ciclabili, abbiamo già un progetto per una ciclabile lungo via del Fosso Vecchio, voglio piantare un albero ogni nuovo nato e speriamo che nei oprossimi anni nascano a Cascina tanti bambini per coprire la devastazione fatta in questi anni, quando è stato raso al suolo anche l’orto botanico.

Michelangelo Betti si candida perché "la comunictà politica" di cui fa parte ha ritenuto che dovesse essere lui quello da mettere in prima fila. "Senza senza la comunità non c’è nulla – dice – e voglio riattivare un contatto diretto che non sia un mero tour nelle frazioni.L’obiettivo è voltare pagina a CascIna".

Il sindaco reggente Dario Rollo, l’uomo dei conti, rimarca più volte di essere indipendente, senza tessere di partito. Si candida per "continuare a portare avanti quell’imprinting di quella marcia in più, il risanamnto dei conti che – dice – che è la base per abbassare la pressione fiscali, su seconde case e terreni, sulle imprese che hanno subito perdite durante il lockdown".

E liquida gli avversari puntualizzando "che le rispiste devono essere fattibili e concrete. Ma bisogna conoscerli i bilanci".Michele Parrini, di Progetto Cascina, si candida perché "A Cascina l’offerta politica non era sufficientemente contaminata dal civismo, deve finire la contrappositzione tra guelfi e ghibellini, i cittadini devono tornare ad occuparsi di politica e viceversa".Rivendica di aver tentato di bloccare il pianto strutturale intercomunale con Pisa, "che ipoteca – dice – il futuro della prossima giunta". Fabio Poli scende in campo forte- dice - della sua "lunga esperienza all’interno del comune di Cascina".

Accusa il Pd di "essersi voluto sottrarre al confronto". I suoi primi 100 giorni vorrebbe dedicarli a costruire una cabina di regia per dare respiro al fututo di Cascina. Anche lui parla alle frazioni. "Sono troppo lontane dai servizi comunali, pensiamo sia necessario trasferireun ufficio del comando di polizia municipale tra Visignano-Navacchio e Badia.". Ma parla anche di turismo, di circuito delle pievi e non risparmia stoccate: Soprattutto al candidato del Pd.

pa.zer.