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Ballottaggio a Pisa: Conti e Serfogli, sfida finale per la poltrona di sindaco

Ultima tappa nella corsa elettorale: ecco schieramenti e scenari

di GABRIELE MASIERO
Ultimo aggiornamento il 24 giugno 2018 alle 07:34
Serfogli (a sinistra) e Conti si sfidano a Pisa

Pisa, 24 giugno 2018 - Ancora qualche ora di attesa, poi dalle 23 la città avrà scelto il nuovo sindaco. Nel turno di ballottaggio di oggi centrosinistra e centrodestra si contenderanno la guida di Palazzo Gambacorti. Da una parte, l’assessore uscente al Bilancio e ai Lavori pubblici del Pd, Andrea Serfogli, sostenuto anche dalle liste civiche Rifornisti per Pisa, In lista per Pisa e con Danti per Pisa, e negli ultimi 15 giorni, dopo l’apparentamento, Patto civico e Progetto Pisa (la coalizione che candidava a sindaco Antonio Veronese) e La Nostra Pisa che invece sosteneva Maria Chiara Zippel; dall’altra, il direttore del Consorzio Agrario provinciale, Michele Conti, sostenuto da Lega, Forza Italia e la lista Noi Adesso Pisa-Fratelli d’Italia.

Il centrodestra non ha fatto apparentamenti ma ha incassato il sostegno della lista civica «Pisa nel cuore», che candidava a sindaco Raffaele Latrofa, e di numerosi esponenenti delle lsite civiche che sostenevano Zippel e che non hanno condiviso la scelta della candidata di schierarsi con il centrosinistra.

Le previsioni parlano di un testa a testa fino all’ultimo voto, anche se fare pronostici è difficile. Il centrosinistra, soprattutto, ha cercato di combattere l’astensionismo e auspicato il «fuoco di sbarramento» anche dell’ultrasinistra per frenare l’avanzata della Lega, diventata il 10 giugno il primo partito in città. I due candidati son separati da una manciata di voti: 13.338(il 32,26%) per Serfogli, 13.795(il 33,36%) per Conti.

E se si volesse fare un calcolo aritmetico (che vale come puro esercizio di stile), annullandosi sostanzialmente e reciprocamente gli effetti degli accordi con Veronese e Latrofa (entrambi intorno al 6% di consensi e sopra i 2500 voti) che si sono alleati con gli opposti schieramenti, risultano decisivi gli oltre 4 mila voti in libertà presi da Gabriele Amore, candidato del Movimento 5 Stelle (che ha sfiorato il 10%) e gli oltre 3 mila conquistati da Ciccio Auletta, candidato a sindaco dell’ultrasinistra, sommati agli oltre 500 di Sinistra Italiana (Simonetta Ghezzani) e ai più di 300 di Pc e Psi.

E’ proprio su questa quota di consensi che il centrosinistra cerca una rimonta difficile ma non impossibile. Dal canto suo, Conti spera invece nell’effetto governo gialloverde e di convincere almeno gran parte dell’elettorato pentastellato a votare per lui oltre ai delusi dall’amministrazione uscente. Alla fine la differenza la farà chi tra coloro che hanno votato per altri al primo turno deciderà di andare a votare.

 

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