Mariano Bizzarri
Mariano Bizzarri

Pisa, 3 dicembre 2018 -  Attento alla promozione e valorizzazione del territorio, sempre pronto a mettersi a disposizione per cause sociali. Proprio come ha come ha fatto per il libro «Il Natale di Dick», regalato e distribuito da La Nazione in ricordo della piccola Marianeve e in collaborazione con col Gma onlus per la costruzione di una scuola in Etiopia.

Mariano Bizzarri Ollandini, presidente e socio fondatore dell’Istituto di vigilanza privata Corpo Guardie di Città – leader nel settore – fa parte della squadra di sponsor che ha reso possibile la pubblicazione. Non è un caso, quindi, che sia stato insignito, lo scorso settembre, dall’Istituto della Enciclopedia Italiana dell’onorificenza di ‘mecenate della cultura’ per il sostegno alla missione di Treccani nel diffondere il grande patrimonio culturale italiano.

Un libro, oggetto prezioso in sè. In più con progetto di solidarietà alle spalle. «Il Natale di Dick» non poteva che essere nelle sue corde. E’ così?

«Certamente. Il mio obiettivo è promuovere e sostenere valori che siano di nutrimento culturale, mantenendo il mio impegno anche nella filantropia e sul sociale che sono ambiti indispensabili in questo momento storico in cui la società è una centrifuga che azzera in pochi istanti ogni stabilità. E’ per questo che in questi anni ho voluto essere un concreto sostenitore di numerosi libri sia di autori, scrittori, giornalisti pisani che di case editrici locali e regionali ma anche di cataloghi di importanti mostre per le quali ho anche contribuito economicamente affinchè si potessero realizzare».

Lei è anche collezionista di opere pittoriche.

«Sì, dell’artista pisano Otto Pamio, scomparso nel 2008. Ad unirci è stata la passione per la storia del territorio ma soprattutto per la città di Pisa, le sue tradizioni, manifestazioni storiche, i suoi monumenti, le sue chiese e le sue piazze. Credo fermamente che l’arte, la cultura e le tradizioni storiche del territorio debbano essere condivise e tramandate».

Un impegno che si affianca all’attività professionale. Qual è il prossimo traguardo da tagliare?

«L’installazione dei sistemi di videosorveglianza negli asili e nelle strutture per anziani e disabili per evitare casi di maltrattamenti ma soprattutto morti premature per distrazioni o scarsa formazione del personale dipendente. Oltre alle telecamere servono, comunque, misure di prevenzione mirate al miglioramento della qualità dell’azione educativo-didattica, come l’adeguata formazione in ingresso e in itinere dei docenti, migliori condizioni del lavoro d’aula, incontri collegiali dei docenti ma anche attività di accompagnamento da parte di professionisti esterni. Psicologi, pedagogisti ...».