Pisa, 8 giugno 2018 - L'Ateneo di Pisa è primo tra le grandi università toscane e nona a livello nazionale. Confermata la posizione nell’edizione 2019 del QS World University Ranking, rientrando nella top ten a livello italiano e in 422ma posizione a livello mondiale.

Il ranking elaborato dall’agenzia QS è tra i più autorevoli a livello internazionale e si basa su indicatori che misurano la reputazione degli Atenei considerati, il rapporto docenti/studenti, la produttività scientifica e il livello di internazionalizzazione. Alcuni di questi indicatori, quali ad esempio il rapporto docenti/studenti, portano le grandi università pubbliche e generaliste italiane a essere svantaggiate rispetto ai competitor internazionali e alle istituzioni di minori dimensioni. Ciò nonostante, gli Atenei che, come l’Università di Pisa, sono particolarmente impegnati sulla ricerca e godono di buona reputazione internazionale, riescono comunque a posizionarsi nella parte alta della classifica.

Analizzando i dati, l’Università di Pisa ottiene il valore più alto tra le 5 istituzioni toscane per quanto riguarda la reputazione internazionale.

Inoltre, l’Ateneo pisano ottiene un miglioramento significativo rispetto allo scorso anno in particolare sull’indicatore che riguarda la produttività della ricerca. Questi risultati sono in linea con l’attenzione sempre crescente dell’Ateneo verso la ricerca. La buona performance dell’Ateneo nel QS World University Ranking conferma i risultati relativi alle singole discipline (già pubblicati a febbraio dalla stessa agenzia) in cui l’Università di Pisa aveva riportato un generale miglioramento con punte di eccellenza in Matematica, Fisica e Scienze dell’Antichità (12a al mondo), come anche in Computer Science e in Electrical Engineering.

“Tra le prime dieci istituzioni di studio italiane tre sono a Pisa e, tra le università generaliste, la nostra è la quinta in Italia - commenta il rettore Paolo Mancarella – Quelle che ci precedono hanno sede in città con popolazioni che vanno da più del doppio a trenta volte Pisa – e conclude - l’eccellenza della nostra città, che fa perno sul nostro ateneo, è comprovata. Ci auguriamo che le scelte ministeriali tengano nel dovuto conto questo straordinario concentrato di sapere, garantendoci risorse adeguate per confermare e migliorare ancora la qualità del nostro lavoro”.