Università di Pisa, tutti i nuovi capi dei dipartimenti. Cresce la presenza femminile

Fino al 2019 nell’ateneo c’era una sola direttrice, adesso sono otto su venti

Il rettore dell'Università di Pisa, Riccardo Zucchi

Il rettore dell'Università di Pisa, Riccardo Zucchi

Pisa, 11 luglio 2024 - Cresce la presenza femminile ai vertici dell’Università di Pisa con sette donne appena elette a capo dei dipartimenti nell’ultima tornata elettorale conclusa lo scorso giugno. Di seguito l’elenco completo dei direttori e delle direttrici che entreranno in carica il 1° novembre per il quadriennio 2024-2028:

Biologia Antonella Del Corso

Civiltà e forme del sapere Sonia Maffei

Economia e management Mariacristina Bonti

Farmacia Vincenzo Calderone

Filologia, letterature e linguistica Alessandro Lenci

Fisica Chiara M.A. Roda

Giurisprudenza Eleonora Sirsi

Informatica Paolo M. Mancarella

Ingegneria civile e industriale Luca Romoli

Ingegneria dell’energia, dei sistemi, del territorio e delle costruzioni Renato Iannelli

Ingegneria dell’informazione Sergio Saponara

Medicina clinica e sperimentale Maurizia R. Brunetto

Ricerca traslazionale e delle nuove tecnologie in medicina e chirurgia Duccio Volterrani

Scienze agrarie, alimentari e agro-ambientali Cristina Nali

Scienze della terra Giovanni Zanchetta

Scienze politiche Andrea Borghini

Scienze veterinarie Vincenzo Miragliotta

Le elezioni hanno riguardato 17 dipartimenti su 20, quindi tutti tranne Chimica e Chimica Industriale, Matematica, Patologia Chirurgica, Medica Molecolare e dell’Area Critica dove stanno svolgendo il proprio mandato rispettivamente Fabio Bellina, Giovanni Gaiffi e Grazia Chiellini.

“Sino al 2019 nei 20 dipartimenti del nostro Ateneo c’era una sola direttrice, nel 2023 ce n’erano tre, con l’ultima tornata elettorale appena trascorsa siamo arrivati ad otto – ha commentato il rettore dell’Università di Pisa Riccardo Zucchi – è un segnale positivo nel viaggio verso la parità che ci vede impegnati come Ateneo nel promuovere le carriere femminili e a favorire la conciliazione dei tempi di vita e di lavoro, un esempio recente in questo senso è stato lo stanziamento di 120mila euro per favorire la ripresa dell’attività di ricerca dopo la pausa obbligatoria per la maternità. Si tratta in sostanza di attuare misure e politiche per contrastare quel fenomeno che in letteratura viene definito leaky pipeline ovvero “il tubo che perde”, un’immagine che sta a identificare la progressiva dispersione delle donne man mano che ci si avvicina alle posizioni apicali. Questa elezione segna dunque un passo importante nella giusta direzione”.