"UniPi Orienta: orientare non vuol dire attrarre a Pisa"

Si reputa "più che soddisfatta" Laura Elisa Marcucci, fisica e delegata per le attività di orientamento nella due giorni di "UniPi Orienta" organizzato dall’ateneo pisano per le migliaia di studenti delle superiori, presto alle prese con una delle scelte più importanti della lavoro vita: se e come proseguire gli studi dopo la scuola. "Siamo ben contenti - racconta Marcucci - che i ragazzi delle superiori abbiano potuto usufruire dei nostri servizi di orientamento. Ogni dipartimento aveva la sua aula, all’interno della quale è stata fornita ogni tipo di delucidazione circa le peculiarità e le differenza tra una facoltà e l’altra, programmi, esami, sbocchi professionali". Marcucci però si sofferma su un passaggio fondamentale, per l’ateneo: "La nostra idea - aggiunge - è quella di orientare, che non vuol dire necessariamente attrarre. E’ chiaro che lo scopo ultimo non può che essere quello di aumentare il numero dei laureati, per lo più in un paese come il nostro con un tasso che ci vede penultimi in Europa. Prima però di aumentare le iscrizioni, fondamentale è anche non perdere iscrizioni. L’abbandono agli studi è un tema purtroppo più che attuale: i dati sono oggettivi, non suscettibili di interpretazioni. Noi dobbiamo lavorare affinché ragazzi e ragazze possano iscriversi a seguito di una scelta ponderata e consapevole. E la scelta consapevole, serve tantissimo ai ragazzi per avviare col piede giusto la propria carriera universitaria". Infine, per Marcucci, l’altra grande sfida è "combattere tanti luoghi comuni e barriere all’ingresso che tanti ragazzi sentono di avere. "Ho un Dsa, quindi non posso fare l’università". Dove sta scritto? "Ho fatto il classico e non posso fare matematica". Chi lo ha detto?", afferma convintamente la delegata all’orientamento.

Fra. Ing.