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17 giu 2022

Tumore al pancreas, la cura del futuro si cerca a Pisa

Tavolo di lavoro istituito dal ministero della Salute: lo coordina il professor Ugo Boggi, direttore di chirurgia generale e trapianti Aoup

17 giu 2022
gabriele masiero
Cronaca
Personale sanitario in Una corsia dell'Ospedale Molinette,  in una foto d'archivio. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
Un ospedale
Personale sanitario in Una corsia dell'Ospedale Molinette,  in una foto d'archivio. ANSA/ALESSANDRO DI MARCO
Un ospedale

Pisa, 18 giugno 2022 - Individuare cure innovative per contrastare il tumore del pancreas, uno dei più aggressivi e complicati da trattare. E’ il compito assegnato dal ministero della Salute a un tavolo di esperti che sarà coordinato da Ugo Boggi, direttore della chirurgia generale e dei trapianti dell’Aoup e uno dei massimi esperti italiani ed europei di chirurgia robotica al pancreas. Al tavolo partecipano i chirurghi e gli oncologi più esperti a livello nazionale, ricercatori di base, rappresentanti dell’Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali (Agenas) e le associazioni dei pazienti, che dovranno valutare lo stato attuale della cura del tumore del pancreas in Italia e proporre strategie migliorative, fino alle terapie più avanzate (incluse quelle di ti po sperimentale), interessando anche il settore della formazione.

Il professor Ugo Boggi
Il professor Ugo Boggi

Professore, non sarà una passeggiata e i tempi di lavoro sono piuttosto stretti.

"Il ministero ci ha chiesto di produrre una relazione conclusiva entro l’autunno in tempo ut ile per eventualmente inserire alcune scelte già nella prossima manovra finanziaria. Per una neoplasia così aggressiva la generica competenza medica, oncologica o chirurgica, non sono sufficienti mentre è opportuno approntare un percorso formativo specifico che comprenda anche l’ag giornamento continuo".

Serviranno dunque anche risorse ad hoc?

"E’ certamente un’iniziativa strategica. Il modello che sarà proposto per il pancreas (tumore relativamente poco frequente ma altamente letale) potrebbe poi essere applicato ad altre neoplasie contribuendo a ridisegnare i percorsi oncologici in Italia. Si tratta quindi di un’iniziativa fondamentale per questa grave malattia ma che potrebbe svolgere un ruolo di apripista a una nuova impostazione dell’onco logia in Italia".

La nomina a coordinatore è anche il riconoscimento del suo lavoro e dei suoi studi.

"L’incarico riconosce oltre 30 anni di impegno in questo settore e la leadership personale, nazionale e internazionale, da tempo riconosciuta a livello accademic o-scientifico e ora anche ministeriale. Sono il chirurgo che ha eseguito più interventi robotici sul pancreas in Europa (e nei primi tre al mondo). Ho eseguito la prima duodenocefalopancreasectomia robotica nel 2008, ovvero quello che è considerato l’intervento più complesso in chirurgia addominale oggi esistente. Altri centri leader in Italia ancora oggi devono iniziare a eseguire questo intervento con tecnica robotica o lo hanno fatto solo in questi ultimi due anni. Ma c’è anche altro".

Che cosa?

"Il riconoscimento di una storia pisana. L’unità operativa che dirigo è la più attiva in Italia nella chirurgia mini invasiva del pancreas in base ai dati del registro nazionale che io stesso ho fondato a Pisa nel 2019. E sono il chirurgo con la maggiore esperienza al mondo nella chirurgia del cancro del pancreas localmente avanzato (quello che infiltra i grossi vasi adiacenti il pancreas). Per questo tipo di chirurgia i pazienti arrivano anche dall’estero, inclusi Usa e Svizzera. la mia Unità operativa è la terza realtà italiana (dopo Verona e Milano San Raffaele) ed esegue, mediamente, 150-160 resezioni pancreatiche per anno e nel 2022 potremmo arrivare a 200".

Il caso di Fedez ha acceso un riflettore su questa malattia. Lo ha studiato? Può essere utile questa pubblicità anche ad altri pazienti?

"Ha certamente contribuito ad accendere i riflettori sul pancreas. Non conosco i dettagli del caso, ma credo che si trattasse di una malattia meno aggressiva rispetto al tumore pancreatico più frequente. Avere dei ‘testimonial’ come Fedez sarebbe importante per creare consapevolezza del problema e raccogliere fondi per la ricerca. Solo la ricerca può cambiare il futuro della medicina. Inoltre, nei centri dove si esegue ricerca, anche le cure standard sono erogate con livelli qualitativi elevati".

 

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