Franca e Tonino Pantaleo e, nel riquadro, il figlio Francesco
Franca e Tonino Pantaleo e, nel riquadro, il figlio Francesco

Pisa, 31 luglio 2021 - E' quella del suicidio la pista prevalente seguita dagli investigatori per chiarire il mistero della morte di Francesco Pantaleo, lo studente universitario 23enne di Marsala (Trapani), scomparso da Pisa il 24 luglio, il cui corpo carbonizzato è stato ritrovato nel tardo pomeriggio di domenica 25 luglio nelle campagne di San Giuliano Terme (Pisa). La certezza dell'identificazione è avvenuta tramite la comparazione con il Dna messo a disposizione degli inquirenti dai genitori del giovane e il risultato è arrivato solo nel tardo pomeriggio di venerdì scorso. Ora sarà l'autopsia, disposta dalla Procura di Pisa, a dover chiarire le cause del decesso. Gli inquirenti non escludono neppure l'ipotesi dell'omicidio, "anche se al momento non sono emerse evidenze o elementi certi circa la presenza di altre persone sul luogo del rinvenimento del cadavere che era completamente carbonizzato", ha precisato all'Adnkronos il comandante del reparto operativo dei carabinieri di Pisa, il tenente colonnello Giovanni Mennella. All'inizio della prossima, forse già lunedì o al massimo martedì, all'ospedale pisano di Cisanello si terrà l'esame autoptico sul corpo di Pantaleo. Dall'indagine del medico legale si attendono importanti risposte, soprattutto sull'eventuale presenza di ferite o lesioni sul cadavere, accertamento essenziale per poter formulare l'ipotesi dell'omicidio

L'ultimo contatto con la famiglia, per telefono, è avvenuto 23 luglio. "Francesco era sereno. Non riusciamo a capire - aveva raccontato il padre Antonino - Sembra si stia parlando di un'altra persona. Mai avrei pensato che mio figlio potesse fare una cosa del genere, non è da lui, ragazzo serio, senza grilli in testa". Il giovane aveva riferito "che l'appello per l'esame sarebbe iniziato il 27 luglio, ma quella data non risulta", aveva aggiunto il padre.