In alto, il prefetto Giuseppe Castaldo e Andrea Benedetti. A dx: Massimo Pieri Guidi
In alto, il prefetto Giuseppe Castaldo e Andrea Benedetti. A dx: Massimo Pieri Guidi
La nuova svolta per l’apertura dei negozi in zona rossa potrebbe partire proprio da Pisa. Confcommercio ha chiesto alla Prefettura di valutare la possibilità di deroghe per aperture su appuntamento per quelle attività al momento chiuse come gioiellerie, negozi di abbigliamento e scarpe per adulti. Dopo un’attenta valutazione da parte del prefetto di Pisa Giuseppe Castaldo, il quesito arrivato da parte dell’associazione di categoria pisana è stato girato alla Presidenza del consiglio dei ministri, al ministero dalla Salute e a quello dell’Economia e Finanze. La risposta quindi alla possibilità di un’apertura in deroga ai decreti in vigore dovrà arrivare...

La nuova svolta per l’apertura dei negozi in zona rossa potrebbe partire proprio da Pisa. Confcommercio ha chiesto alla Prefettura di valutare la possibilità di deroghe per aperture su appuntamento per quelle attività al momento chiuse come gioiellerie, negozi di abbigliamento e scarpe per adulti. Dopo un’attenta valutazione da parte del prefetto di Pisa Giuseppe Castaldo, il quesito arrivato da parte dell’associazione di categoria pisana è stato girato alla Presidenza del consiglio dei ministri, al ministero dalla Salute e a quello dell’Economia e Finanze. La risposta quindi alla possibilità di un’apertura in deroga ai decreti in vigore dovrà arrivare nelle prossime ore da Roma.

Intanto l’idea di riaprire le saracinesche piace ai negozianti che vedono in questa idea una piccola possibilità per tornare a lavorare. "Sarebbe davvero una bella occasione per noi – commenta Andrea Benedetti dell’omonima gioielleria all’interno del centro commerciale Pisanova – per noi significherebbe molto poter aprire su appuntamento. Stiamo ricevendo tante telefonate di clienti, noi abbiamo attivato il servizio di consegna a domicilio ma ci sono alcuni prodotti che avrebbero bisogno di essere visti in negozio. Per noi vorrebbe dire poter continuare a lavorare, certi di poterlo fare in tutta sicurezza".

Uno dei punti della proposta riguarda proprio il rispetto delle norme che ormai conosciamo da mesi: le distanze, il divieto di assembramento e l’indicazione del numero massimo di persone all’interno del locale. L’unica differenza sarebbe l’apertura su appuntamento rispetto alla chiusura totale che prevedrebbe la zona rossa. "Una parte del mondo del lavoro sta andando avanti ma noi siamo chiusi – dice Andrea Dei titolare dei negozi di abbigliamento Dei & Il cavallo in centro a Pisa –. Mi spiego meglio, i nostri clienti fanno parte del mondo dei professionisti, degli imprenditori, di quelle categorie che non si sono fermate e che stanno continuando a lavorare. Ricevere su appuntamento vorrebbe dire riuscire a rispondere alle loro esigenze, continuando a rispettare tutte le norme di sicurezza che l’emergenza sanitaria impone. Si tratterebbe di acquisti mirati e se vogliamo legati a scopi professionali. Speriamo di poter avere questa possibilità, nel frattempo continuiamo a consegnare a domicilio tramite corriere. La dura realtà è che stando chiusi le date delle scadenze rimangono fisse, abbiamo già ricevuto la merce estiva e ordinato la collezione invernale, mentre la data di ritorno alla normalità è ancora avvolta nell’incertezza".

Nell’anno del Covid ci siamo abituati a prenotare appuntamenti per ogni genere di visita. Dalla spesa al supermercato, al posto in fila all’ufficio postale, tutto funziona così. Un meccanismo che se venisse accolta la proposta di Confcommercio potrebbe valere anche per lo shopping e anche in zona rossa. "Un’idea valida – commenta massimo Pieri Guidi del negozio di abbigliamento Guidi in Corso Italia –. Certo è che se dovesse passare ci vorrebbe una massiccia pubblicità per far capire ai clienti che anche l’acquisto nei nostri negozi può essere consentito su appuntamento. Il rispetto delle regole all’interno del negozio è garantito, d’altronde anche quando siamo aperti gli assembramenti sono vietati e l’ingresso è consentito a poche persone alla volta".

Sarah Esposito