Antonio Logli e la moglie Roberta Ragusa
Antonio Logli e la moglie Roberta Ragusa

Pisa, 12 luglio 2019 - In carcere «speriamo che possa riflettere e parlare», affermano le parti civili. Per ritrovare la donna inghiottita dal buio fra il 13 e il 14 gennaio 2012. Prima notte passata in cella (singola) per Antonio Logli che mercoledì sera, dopo la lettura del dispositivo della Cassazione cha ha dichiarato inammissibile il ricorso della sua difesa, confermando così di fatto le precedenti condanne a 20 anni per l’omicidio della moglie e la distruzione del suo cadavere, è stato portato alle Sughere di Livorno e non al «Don Bosco» di Pisa per «evitare la spettacolarizzazione» di questo passaggio, ha spiegato il procuratore capo Alessandro Crini.

L’uomo, 56 anni, si trova nella sezione nuovi giunti e ha già intrapreso il percorso previsto per tutti i detenuti di incontro con gli educatori e gli psichiatri della struttura. E ha avuto anche un breve colloquio con il garante livornese delle persone recluse, Giovanni De Peppo: «E’ abbastanza tranquillo, ma ripete che è innocente. In questa prima fase ovviamente è tenuto sotto costante osservazione trattandosi di una persona che non conosce questo contesto e che quindi potrebbe essere come è naturale traumatizzato da quanto sta passando».

Silenzioso, rispettoso delle regole, provato. Non è ancora chiaro quanto l’impiegato - il Comune di San Giuliano ha avviato le pratiche per il licenziamento previsto per legge - rimarrà nella città dei Quattro Mori, visto che la sentenza è passata in giudicato e quella di Livorno è una casa circondariale non adatta a pene definitive. Che fine ha fatto Roberta, la mamma «organizzata e dolce»? I giudici hanno stabilito che è stata ammazzata dal marito e i suoi resti non ci sono più. E’ stata cercata ovunque, nel tempo, vicino alla casa di Gello (San Giuliano Terme), ieri blindata, dove sono rimasti i figli della coppia, Daniele e Alessia.

Anche loro, che hanno sempre sostenuto l’innocenza del padre, non sanno dove sia; nell’abitazione dove si trova Sara, l’amante e compagna di Logli, lo ha promesso ad Antonio che sarebbe rimasta accanto ai ragazzi. «Restate uniti», ha detto lui in un’ultima telefonata ai suoi genitori prima di essere portato via dai carabineiri, l’altra sera. Di recente, a «Quarto Grado», Sara ha detto che una zia della donna riferì che Roberta le aveva rivelato di voler andarsene. I cani hanno passato al setaccio i luoghi frequentati dall’imprenditrice, si è guardato nei pozzi, nei cimiteri e nei dirupi. E’ stato scandagliato anche il vicno lago di Massaciuccoli senza mai trovare nulla. Neppure una piccola traccia.

Adesso, i parenti della donna che quando scomparve aveva 44 anni, anche attraverso l’associazione Penelope, tornano a invocare nuove ricerche, «per darle una sepoltura degna». Anche se la Procura pisana non vuole cadere in contraddizione con i giudici che hanno stabilito che il cadavere non c’è più.