Pisa, 20 giugno 2018 - Piazza dei Miracoli risplende nel suo eterno biancore, sotto gli occhi incantati di migliaia di turisti che arrivano dai quattro angoli del pianeta solo per ammirarla. Risplende anche oggi nella sua bellezza marmorea, quasi ignorando la faccia ferita dell’«altra città».

Di quella Pisa che macchia col sangue i sampietrini delle piazze e dei vicoli tanto osannati nelle guide di viaggio. La scia rossa è ancora fresca dopo la rissa – l’ultima, in senso meramente cronologico – di lunedì notte. In terra ci sono i vetri e i sassi che dai lungarni portano in Vettovaglie, il quadrilatero costruito da Cosimo I de’ Medici per ospitare il mercato delle granaglie, dove due bande di spacciatori extracomunitari si sono scontrate per la spartizione del territorio. La pioggia di bottiglie ha travolto tutto e tutti, anche i tanti giovani ignari che erano in giro per godersi la movida, quella sana.

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È stato il fuggi fuggi generale, con gente costretta a barricarsi nei locali. Qualcuno è rimasto ferito. In tre sono finiti in ospedale. Tra questi anche un imprenditore – Dario De Nigris – che ha cercato di difendere il suo pub e con questo l’orgoglio di una città che sembra essere stata inghiottita da un vortice di violenza senza fine.

«La prima rissa si è scatenata sul lungarno Pacinotti a mezzanotte quando una decina di ragazzi, credo nigeriani, ha iniziato a lanciare birre verso altrettanti tunisini. Nel mezzo ci son finiti anche alcuni passanti ed è stato necessario chiamare il 118 – racconta De Nigris dal suo letto d’ospedale in attesa di subire un intervento chirurgico –. Poi le bande si sono spostate verso l’interno e un’ora dopo è scoppiato l’inferno vero. Quando ho raggiunto vicolo delle Donzelle per fermarli, in quattro si sono staccati dal gruppo per aggredirmi. Mi hanno spaccato una bottiglia in faccia per strapparmi di mano il cellulare col quale stavo avvisando la polizia. Sono caduto e hanno continuato a colpirmi. È successo tutto in pochi attimi».

Non sono bastate le grida di dolore del cinquantenne per fermare la loro furia. Furia bestiale, armata anche di coltello, che si è riversata poi in piazza dei Cavalieri, proprio ai piedi della celebre scalinata ottocentesca che conduce alla Scuola normale superiore, altro simbolo dell’eccellenza pisana.

Nel frattempo il centro storico si era svuotato, lasciando cadere su una Pisa «irriconoscibile» un silenzio pesante.

Cala così il sipario su un’altra notte di ordinaria follia che, nella sua ferocia, ricalca il copione di tante altre.

«Non c’è niente di straordinario – commentano con sarcasmo i veterani del commercio cittadino –. Dobbiamo combattere ogni giorno con i malviventi, che si sentono liberi di delinquere. La situazione è preciptata nell’ultimo biennio. Pisa è ormai alla deriva. Viviamo in mezzo ad una guerriglia che nessuno ha intenzione di fermare».

Il fondo si era toccato già due settimane fa quando alcuni vu cumprà senegalesi presero a pugni i carabinieri, «colpevoli» di aver sequestrato la merce contraffatta: un caso diventato nazionale. Così come quest’ultima rissa sulla quale la politica non ha potuto tacere. I deputati del Pd eletti a Pisa – Stefano Ceccanti, Lucia Ciampi e Susanna Cenni – già ieri hanno depositato un’interrogazione parlamentare al ministro dell’Interno, Matteo Salvini.

La domanda è stata secca: «Sono stati predisposti controlli accurati? C’è stata una pronta reazione delle forze dell’ordine e, in caso negativo, a quali cause e responsabilità tali mancanze devono essere attribuite?». La risposta non è tardata ad arrivare con l’esponente leghista che ha twittato l’hashtag #tolleranzazero: «I cittadini non ne possono più. Venerdì sera sarò in città». Sul piatto, del resto, c’è il ballottaggio tra il candidato sindaco Andrea Serfogli (centrosinistra) e Michele Conti (centrodestra) di domenica.