Pisa, 5 marzo 2015 - IL LUOGO è Kiev, Ucraina, uno degli scacchieri di crisi più caldi del mondo in questo momento. Le parole sono quelle del presidente del consiglio Matteo Renzi che ieri, in apertura della conferenza stampa con il presidente del quel Paese, Petro Poroshenko, ha ironizzato sui pisani riaprendo, in un contesto internazionale, la storica rivalità tra Pisa e Firenze. Ecco le sue parole: «Abbiamo detto dall’inizio scherzando che trattandosi di una città (si rifersisce a Kiev, ndr) gemellata con Firenze, avevamo qualche problema con l’ambasciatore perché è di Pisa. Nessuno è perfetto...». Nel mirino è così finito, suo malgrado, l’ambasciatore Fabrizio Romano, classe 1959, nato proprio sulle rive dell’Arno. Parole pronunciate per scherzo, ovviamente, ma che hanno subito fatto il giro della rete infiammando i commenti sull’eterna rivalità tra Firenze e Pisa, con immancabili rimandi al fatto che Pisa è anche la città di Enrico Letta, predecessore e rivale politico di partito di Matteo Renzi.

In effetti, a ben notare, non può sfuggire che anche Enrico Letta, quando era a palazzo Chigi parlò spesso di Pisa, la sua città natale, in tanti contesti internazionali, ovviamente con lo stile che è proprio della persona. Ad esempio per il capodanno 2014, attraverso il nostro giornale, pronunciò queste parole: «Auguri a Pisa, la città che riempie di orgoglio. Ogni volta che all’estero vedo e sento le reazioni di meraviglia e ammirazione quando pronuncio il nome di Pisa, penso che non sempre noi pisani siamo davvero consapevoli della responsabilità che abbiamo».

MA si può ricordare che nell’autunno del 2013, Letta ospite di Obama nello Studio Ovale della Casa Bianca invitò il presidente Usa a visitare la Toscana e la nostra città. E poche settimane dopo, prima di incontrare il presidente russo Vladimir Putin e alla vigilia del Business Forum Italia-Russia, disse che nel Padiglione dell’Expo 2015 ci sarebbe stata proprio bene la Torre di Pisa «uno dei più brillanti simboli d’Italia». Non è poco.