Andrea Turini davanti all’azienda (fotoservizio Valtriani)
Andrea Turini davanti all’azienda (fotoservizio Valtriani)

Pisa, 10 febbraio 2019 - «Sono pronto a lasciare Pisa, ma non prima di aver denunciato la Sepi per le tasse sui rifiuti che hanno il coraggio di farmi pagare sebbene a mezzo metro dalla mia azienda ci siano discariche a cielo aperto». L’esasperazione è sconfinata per un imprenditore come Andrea Turini che sulla città, ed in particolare su Ospedaletto, ha investito tanto portando lustro con un’attività d’eccellenza come la Turini cashmere. «Ho clienti di spessore che arrivano da tutta Italia – racconta – e che si spaventano vedendo in quali condizioni versa quest’area produttiva: hanno paura di essere scippati e in molti scappano. Dalle mie finestre si vede il campo rom: decine e decine di baracche, alcune addirittura murate, dove vivono trecento persone». Il degrado è evidente. Allungando lo sguardo oltre i manichini che vestono capi pregiati si ‘ammira’ uno spettacolo difficile anche soltanto da immaginare, interrotto soltanto dal gioco e dalle risate dei bambini. Innocenti ed ignari.

La sporcizia regna imperante: eppure c’è soltanto una strada che separa l’accampamento, il più grande della città, dai capannoni dove tanti pisani lottano con coraggio ogni giorno. Lottano anche contro alla tentazione di portare la loro ricchezza in un’altra città, ritenuta più sicura o più decorosa. «Dentro e attorno alle casupole ci sono rifiuti di ogni genere – continua Turini –. Per farmi dispetto, qualcuno puntualmente si diverte a gettare sacchetti e bottiglie anche nella mia proprietà». Una convivenza difficile, difficilissima che diventa impossibile quando ai ‘dispetti’ si sommano veri e propri episodi di microcriminalità. Furti, in primis.

«Ormai ho perso il conto dei danni subiti – continua –. L’ultimo raid è di due giorni fa. Un ragazzino, di quelli che incontriamo quasi quotidianamente per strada, ha scavalcato i cancelli riuscendo poi ad entrare negli uffici. Ha girovagato fino a raggiungere i nostri giacconi. Se n’è scappato con i portafogli e trecento euro di refurtiva». Le telecamere hanno ripreso tutto, confermando i sospetti di Turini che denuncia senza paura (dopo averlo fatto anche ai carabinieri). «In zona gira una baby gang che sta passando al setaccio con regolarità tutte le attività rubando o danneggiando le strutture – conclude –. Si tratta di poco più che bambini che non arrivano a quattordici anni, ma che nonostante l’età si muovono con arroganza e con intenti criminali». A finire spesso nel mirino dei ‘soliti noti’ anche le auto nei parcheggi o in sosta lungo la strada: vietato lasciare oggetti incustoditi.